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Zen - Sul Ghiaccio Sottile

Film 2018 | Drammatico +13 87 min.

Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata87 minuti
Al cinema8 sale cinematografiche
Regia diMargherita Ferri
AttoriEleonora Conti, Susanna Acchiardi, Fabrizia Sacchi, Edoardo Lomazzi, Alexandra Gaspar Maurizio Stefanelli, Marco Manfredi, Giulia Lorenzelli.
Uscitagiovedì 8 novembre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Regia di Margherita Ferri. Un film Da vedere 2018 con Eleonora Conti, Susanna Acchiardi, Fabrizia Sacchi, Edoardo Lomazzi, Alexandra Gaspar. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2018, durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2018 distribuito da Cinecittà Luce. Oggi tra i film al cinema in 8 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

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Maia, detta Zen, è una ragazza bullizzata per il suo aspetto da maschiaccio. Quando Vanessa scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia tra le due nasce un legame importante.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una regia coraggiosa e orientata al bello. Ferri è una nuova autrice su cui scommettere per il futuro.
Recensione di Paola Casella
sabato 1 settembre 2018
Recensione di Paola Casella
sabato 1 settembre 2018

All'anagrafe, la sedicenne Maia Zenasi è una ragazza. Per i suoi compagni di liceo è una "mezza femmina" e una "lesbica di merda". Ma dentro è Zen, un ragazzo che ama l'hockey e ha un debole per Vanessa, compagna di classe fidanzata con il bullo Luca. Quando Vanessa chiede a Maia le chiavi del suo rifugio di montagna per andare a fare sesso con Luca, Zen gliele consegna. E quando Vanessa deciderà di nascondersi nel rifugio per sottrarsi alle consuetudini di una vita già preordinata sarà Zen il suo modello di anticonformismo.

Zen - Sul ghiaccio sottile è l'opera prima della trentenne Margherita Ferri, girata "in una settimana di fatica e di neve" (come si legge nei titoli di coda).

Il film è stato realizzato con un budget minimo ma il sostegno importante di Biennale College, che ha creduto in una sceneggiatura già vincitrice di una menzione speciale al Premio Solinas. Ferri ha alle spalle parecchia esperienza come regista di web serie (Status) e di documentari, ma non mostra alcun vezzo da youtuber e mette a frutto l'esperienza nel cinema di realtà per farsi garante di un'autenticità riconoscibile nello sviluppo della storia, nei dialoghi e nella recitazione (davvero straordinarie e carismatiche Eleonora Conti e Susanna Acchiardi nei ruoli di Zen e Vanessa). Anche l'ambientazione - il paese del modenese Fanano e le montagne dell'appennino bolognese - comunica una genuinità di fondo, una voglia di raccontare senza falsificare contesto e personaggi.

La regista (coadiuvata dalla bella fotografia di Marco Ferri) costruisce inquadrature con senso maturo della composizione, si infila in zone inesplorate (come lo spogliatoio maschile, raccontato da chi sa che "non esiste uno spogliatoio giusto per me"), descrive il rapporto fra Zen e sua madre (Fabrizia Sacchi) come affettuoso e conflittuale in parti uguali, racconta una comunità che non evolve anche se si attrezza con telefonini e nuove tecnologie.

C'è qualche sottolineatura di troppo - come la citazione di Boys Don't Cry, o la metafora reiterata del ghiaccio sottile su cui Zen scivola veloce e un'intera comunità si muove in equilibrio precario - ma la cura dei dettagli, la qualità delle riprese, l'onestà dei dialoghi e degli sviluppi della storia certificano Ferri come una nuova autrice cinematografica di tutto rispetto su cui scommettere per il futuro.

Il suo è uno sguardo pulito e diretto, la sua regia è coraggiosa e opportunamente orientata al bello (basti notare la pennellata con cui un bambino compie una perfetta evoluzione al centro della pista di ghiaccio), la sua scrittura è attenta al modo in cui le persone (e in particolare i teenager, difficilissimi da rendere credibili) si esprimono ed è fedele a personaggi nei quali è contenuto tutto l'arco narrativo che li riguarda. Zen - Sul ghiaccio sottile ha il sapore agrodolce della verità, solleva il dito medio contro le convenzioni e ci viene addosso, con un finale alla Dolan, un treno in corsa che non possiamo fermare.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Coming of age su una pista di hockey.
mercoledì 25 luglio 2018

Maia, detta ZEN, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell'Appennino emiliano. È l'unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa - l'intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra - scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità. Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l'adolescenza sa essere.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 11 novembre 2018
cardclau

La regista Margherita Ferri nel film Zen – Sul Ghiaccio Sottile, si cimenta riuscendoci, nel descriverci alcuni aspetti psicologici, estremamente complessi e difficilissimi da comprendere, di una adolescente “diversa” Maria/Maia/Zen (da Zennaro, il cognome datale dal padre, una convincente Eleonora Conti). Maria, che riesce a convogliare nello sport, nell’hockey ad alto livello, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 novembre 2018
Angela

Vicenda forse non del tutto originale ma raccontata con la giusta misura; particolare l'accostamento tra Maia e il ghiaccio. Brava Eleonora Conti alla sua prima esperienza, e tutti i ragazzi. Importante

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 9 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Pare cresca la sensibilità degli autori (e dei produttori) intorno al conflitto, delicatissimo, d'identità sessuale in adolescenza. Dopo Girl, They, La diseducazione di Cameron Post, Disobedience ( che si trovano ancora in sala), questo secondo lungometraggio della Ferri (dal progetta Biennale College) è un nuovo sguardo, incerto, ma onesto, sul tema.

giovedì 8 novembre 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Zen è il nome di battaglia di Maia Zanasi, sedicenne che vive in una cittadina emiliana e ha le doti per entrare nella nazionale femminile di hockey sul ghiaccio. Però non è in pace con la propria identità sessuale, sentendosi un ragazzo in un corpo di ragazza (il teenager locali la chiamano "lesbica di m..."). Sembra l'opposto Vanessa, ragazza popolare con tanti amici fidanzata con un carismatico [...] Vai alla recensione »

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