Il gioco delle coppie

Film 2018 | Commedia +13 100 min.

Titolo originaleDoubles vies
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata100 minuti
Al cinema62 sale cinematografiche
Regia diOlivier Assayas
AttoriGuillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret Pascal Greggory, Laurent Poitrenaux, Sigrid Bouaziz, Lionel Dray, Nicolas Bouchaud, Antoine Reinartz.
Uscitagiovedì 27 dicembre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,34 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Olivier Assayas. Un film Da vedere 2018 con Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret. Cast completo Titolo originale: Doubles vies. Genere Commedia - Francia, 2018, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 27 dicembre 2018 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 62 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,34 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un editore ha dei problemi con l'ultima opera di uno dei suoi scrittori di fiducia. In Italia al Box Office Il gioco delle coppie ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 363 mila euro e 43,5 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,71
PUBBLICO 2,32
CONSIGLIATO SÌ
Un simposio di idee per un soggetto magnifico e arduo, messo in scena da un autore in stato di grazia.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 31 agosto 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 31 agosto 2018

Alain è un editore inquieto che ama Selena ma la tradisce con la sua assistente, che odia l'ultimo libro di Léonard ma lo pubblica, che ama le vecchie edizioni ma ragiona sull'Espresso Book Machine. Léonard è uno scrittore 'confidenziale' che ama sua moglie ma la tradisce con Selena. Depresso e lunare, scrive da anni lo stesso libro ed è narcisisticamente incompatibile con la sua epoca. Tra loro fa la sponda Selena, attrice di teatro convertita alla serie televisiva. Al seno di una società upgrade e dentro un mondo divenuto virtuale, conversano, mangiano, bevono e fanno (sempre) l'amore.

Vestito da commedia il nuovo film di Olivier Assayas restituisce come un boomerang la sua reputazione di autore intellettuale. A tal punto da invitarci a tavola.

Non fiction è letteralmente un simposio di idee, dialoghi e riflessioni ad alto voltaggio. L'attenzione punta ancora una volta sulla modernità (Sils Maria) e un'etnografia di comportamenti di dipendenza che ci legano ai "motori di ricerca" dove sfilano le ultime news del mondo. Su questo punto l'autore esprime una malinconia graffiante ma affatto ostile, dispiegando un doppio movimento quasi contraddittorio.

C'è al principio un adeguamento del suo cinema a tutte quelle forme contemporanee della comunicazione, successivamente, una volta apparecchiata la scenografia, Assayas ricolloca alla giusta distanza i feticci della nostra modernità, aprendo il décor a dialoghi vivi come in uno scambio di tennis, lanciando stoccate qualche volta appassionate, sovente caustiche, contro questa nuova realtà di flussi e di schermi a cui nessuno riesce più a sfuggire.

Ma se in Sils Maria i personaggi si scrivevano per SMS, si parlavano su Skype e appena facevano la conoscenza di qualcuno si lanciavano su un computer per 'googlizzarlo', in Non fiction questa intermediazione permanente di schermi e di reti elettroniche si converte in situazioni conviviali e luoghi rituali (brasserie, bistrot, café, salotti, cucine, camere da letto) che aiutano a vivere e a elaborare i colpi della modernità.

Alla maniera di Marc Augé ("Un etnologo al bistrot"), i protagonisti siedono ai tavolini dei bistrot parigini oscillando tra nostalgia e futuro anteriore. Aggrappati a conversazioni improvvisate e a bicchieri sempre pieni, discutono sulla meccanica del testo. Perché Alain è un editore e Léonard uno scrittore alle prese, ciascuno a suo modo, resistente o bendisposto, con le nuove tecnologie e la loro influenza sulla lettura e la scrittura. Concentrandosi sulle mutazioni forti che continuano a spostare i nostri orizzonti letterari, Non fiction fa della virtualità uno strumento romanzesco come il telefono all'inizio del XX secolo, quando il narratore di Marcel Proust temeva che la "signorina del telefono" interrompesse la sua chiamata o quando Jean Cocteau in La voce umana creava una tensione drammatica straordinaria col suo "Ne coupez pas!" in cui c'era tutta la dipendenza della relazione amorosa dal nuovo mezzo di comunicazione che faceva irruzione.

Non fiction racconta allo stesso modo un cambiamento d'epoca e di cultura, incrociandolo i cammini di creazione e di vita dei suoi personaggi, e riformula relazioni e sentimenti ai tempi dei social media. In mutazione perpetua la "forma-libro" è al centro di domande profonde e di umori fugaci, al cuore di una commedia rigorosa e di una sofferenza intima che monta al fianco di Alain, a cui Guillaume Canet presta quella sua attitudine a mettersi in pericolo, girando film autobiografici (Piccole bugie tra amici, Rock'n Roll) o cedendo al sogno americano (Blood Ties - La legge del sangue).

A servirgli la replica è il fanciullo eterno e scapigliato di Vincent Macaigne, che ai tempi della 'tirannia dell'intimità' cerca la sua verità in quello che esibisce. Tra loro Juliette Binoche, espressione assoluta di un'arte poliedrica ed esigente a confronto con il sorgere delle nuove star (Sils Maria) e di nuovi ruoli da giocare nell'era digitale (la lettura degli audiobooks). Senza posa Assayas passa da quello che lo tocca direttamente, ripescando qualche volta nei suoi stessi ricordi (Qualcosa nell'aria), a qualcosa che è (più) lontano da lui. E lo fa con una serenità che sconfina nella saggezza ma che lascia planare sul suo film un'inquietudine che afferra stretto lo spettatore. La solitudine fuori dai suoi bistrot è in agguato. Il mondo rassicurante dei libri, che si sciupano e assumono una fisionomia individuale secondo la voracità delle nostre letture, si trasforma, creando nuovi punti di riferimento e perdendo i vecchi. Il film cattura questi cambiamenti senza mai dire "era meglio prima". Si tratta, sfogliando le pagine sciupate o quelle ancora intonse, di vedere passare la malinconia e di rammentarci il fluire del tempo. Un soggetto magnifico e arduo, messo in scena da un autore in stato di grazia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 1 gennaio 2019
Alex2044

Deludente , una volta tanto la commedia francese ha fatto cilecca . L'inizio è promettente , spiritoso ed anche interessante per l'argomento trattato , audio libri o carta per leggere un libro . Un busillis che l'editore protaginista cerca di sviscerare con razionalità e senso della realtà . Poi però il film si incarta a raccontare di intrecci amorosi molto poco [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
samanta

Il film del regista francese Olivier Assayas (ultimi film: Personal Shopper, Sils Maria) ha una duplice lettura che può trarre in inganno. Da una parte un discorso di idee sul futuro elettronico e digitale dei libri e della cultura, dall'altra i tradimenti di coppia e le relazioni sentimentali che scoppiano. Non condivido chi ha visto due film diversi e male assemblati, ma invece si tratta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 gennaio 2019
Albasso

Una deludente commedia francese eccessivamente verbosa e basata su dialoghi artefatti, tendenti al ridicolo. Sceneggiatura da censurare, a tratti sembra la trasposizione su script di un saggio breve sui problemi dell'editoria contemporanea e la sfida degli ebook ai libri cartacei: interessante, per carita, ma dopo 10' già stanca. Non stanca però i personaggi, tanto da diventare i [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 gennaio 2019
foffola40

racconto banale di alcune coppie, in particolare due che lavorano nella editoria, come scrittore,l'uno e come editore l'altro. Ambedue con libertà hanno storie di sesso con altre pur avendo una situazione sentimental -sociale strutturata. Due le frasi che ricorrono inesorabilmente durante tutto il film: il digitale prenderà presto il posto della scrittura a stampa, le biblioteche [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 gennaio 2019
Michele Camero

 Commedia molto francese ed anche molto Woddy Allen. Il film infatti è molto parlato, girato parecchio in interni e tanto dialogato con scambi dialettici rapidi, fluenti, pressanti, intelligenti e problematici, anche stancanti per l’impegno che ci vuole a seguirli, ma mai banali.  Al di là del titolo in italiano che potrebbe fuorviare, pur se indubbiamente, c’è [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 gennaio 2019
TomDim

Film bello, attuale, condito di un po' di cinismo, a tratti spiritoso, nella migliore tradizione della commedia francese, con attori che disegnano perfettamente i personaggi interpretati.  Il film è interessante e coinvolgente, l'inizio sembra un po' lento e artificioso, presto, però, la narrazione cattura l'interesse dello spettatore sia per l'argomento trattato [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 gennaio 2019
vanessa zarastro

“Double vies”, il titolo originale, sembra un film di Woody Allen rivisitato in versione parigina. Il dialogo serrato e il milieu di intellettuali borghesi – scrittori, editori, attori di teatro ecc. – ci riportano alla borghesia newyorkese di Park Avenue tanto celebrata da Allen a partire da “Hannah e le sue sorelle” del 1986 in poi.

venerdì 4 gennaio 2019
cardclau

Mia madre, un’ancóra robusta e vispa ottantacinquenne, me lo ripete in continuazione: “il mondo non è più quel che era, è drammaticamente cambiato e continua a cambiare ad una velocità sorprendente, fra mia madre e mia nonna le differenze si scorgevano a malapena, oggi nel giro di cinque anni, tutto viene rivoluzionato e ribaltato; bisogna aggiornarsi [...] Vai alla recensione »

sabato 29 dicembre 2018
Fiore

Parolaio,inconcludente e inutile. Non merita altri commenti.

venerdì 4 gennaio 2019
Gimis

Deludente. Sbandierato come la risposta francese a PERFETTI SCONOSCIUTI, è un film sull'editoria, sull'epoca del digitale, dell'ebook... con dialoghi ricercati e anche tecnici che dopo un po' stufano la platea. Di messaggi allo smathphone se ne accenna giusto due volte, ma non è l'accattivante storia di Mastrandrea, Batiston & C. Anche lo scambio delle coppie (dal titolo uno si immagina chissà che [...] Vai alla recensione »

domenica 30 dicembre 2018
Rosa live

Che fine ha fatto la bella commedia francese? Banale, scontato. La discussione sul digitale obsoleta.Dov'è lo stato di grazia? Quattro stelle non si può vedere.

martedì 15 gennaio 2019
Clod

un film verboso e inutile di una vacuità sconcertante.

giovedì 17 gennaio 2019
baba

Manca solo il dibbattito. E se qualcuno parla di Woody Allen.....meno.

sabato 12 gennaio 2019
Sabrina

Faticoso seguire dialoghi così serrati.

sabato 12 gennaio 2019
ralphscott

Tra le recensioni dei critici e la visione dello spettatore medio,e non solo,sta una voragine. Ho letto paragoni fuorvianti con divertenti recenti commedie italiane e mi sono lasciato fregare. Manca il ritmo,la messa in scena è sciatta e sembra esserci compiacimento. Alcuni temi trattati sono interessanti,ma la noia regna sovrana. Bravi gli attori;la Binoche sempre bella e magnetica.

martedì 8 gennaio 2019
goldy

E' il film che è noioso o   è piuttosto la   mortificante  vita dei  colti benestanti che lo è?  Sgomenta la vuotaggine  delle coppie che pur scambiandosi  i letti tra loro  non si sollevano da una quotidianità imbarazzante e  ripropongono una routine micidiale. Se nemmeno  l'eccitazione del  tradimento [...] Vai alla recensione »

martedì 1 gennaio 2019
Sabrina

Logorroico intreccio opinionistico sul tema dell’editoria, noioso e inconcludente, mi meraviglio delle valutazioni dei critici.

martedì 1 gennaio 2019
David

Film noioso e sonnifero. Sembra la “copia” mal riuscita di un soggetto di Woody Allen. Se soffrite di insonnia, avete trovato la cura.

giovedì 27 dicembre 2018
Mario M

La discussione sulle trasformazioni della scrittura e dell'editoria nel film diventa schematica, didascalica. Le relazioni adultere sono espedienti fuori posto, non si giustificano, se non per mettere del pepe nella trama. Le conferenze che tiene lo scrittore non sono credibili. Ciononostante il film è godibile bene interpretato.

FOCUS
FOCUS
sabato 5 gennaio 2019
Roy Menarini

I grandi film hanno sempre una doppia natura. Ciascuna autonoma. Per esempio, Il gioco delle coppie può essere serenamente consumato come una commedia intellettuale francese, con un gruppo di attori indiscutibili (Juliette Binoche è ormai tra le grandi interpreti della storia del cinema insieme a Liv Ullmann o Meryl Streep), serviti da una scrittura di spassosa umanità. Poi c'è il secondo film, che per Assayas è sempre una questione di fantasmi. Se nel suo capolavoro Personal Shopper gli spettri si presentano davvero, usando ogni forma di comunicazione digitale (sempre che la protagonista non fosse spettro ella stessa), in altri casi la scomparsa diventa insopportabile, inspiegabile e occulta (Sils Maria); in altri ancora l'immateriale si presenta sotto forma di medium.

E in effetti, il recente cinema di Assayas è una lunga dissertazione filosofica in forma di film sul medium, inteso nella sua ampia accezione - dalla parapsicologia alla tecnologia.

I media ci mettono in contatto con i contenuti. I medium ci mettono in contatto con i fantasmi. Per Assayas, anche la letteratura e il cinema sono fantasmi. E quando il digitale travolge tutto, sottraendo materia alle pagine e lasciando le parole da sole a fluttuare nel virtuale, non si tratta di una semplice rivoluzione tecnica. Ci troviamo di fronte a un sovvertimento del nostro modo di leggere il mondo, non solo i libri.

INCONTRI
giovedì 27 dicembre 2018
Marzia Gandolfi

Scoperto dal grande pubblico nel 2010 con Carlos, biopic sul terrorista venezuelano, amato dai cinefili da sempre, al debutto della sua carriera è stato critico dei Cahiers du Cinéma, Olivier Assayas è un autore fecondo e incontenibile che colleziona progetti. Progetti disparati che condividono negli ultimi anni un medesimo soggetto: le nuove tecnologie. Il cinema di Assayas esprime un'autentica ossessione per la dematerializzazione e per tutti quegli oggetti di cui ci serviamo nel quotidiano per comunicare. Un'ossessione che sviluppa e mette in scena dal 2014 (Personal Shopper) ma che compare già in Demonlover, presentato a Cannes nel 2002 e concentrato sulle rivoluzioni tecnologiche e i nuovi fenomeni culturali. Con Il gioco delle coppie (guarda la video recensione), Olivier Assayas torna sul soggetto prediletto, incarnandolo nei dialoghi dei personaggi, tutti ancorati ad ambienti che evolvono grazie o a causa delle nuove tecnologie.

Attraverso i suoi personaggi, l'autore francese discute sulla possibile fine dei libri di carta a cui fa eco il declino probabile della coppia tradizionale.

L'eBook, al cuore delle discussioni, non è un semplice oggetto impiegato per far avanzare il racconto. Invisibile ma onnipresente attraverso i dibattiti e le repliche è la forza autentica del film. L'energia nuova che ridistribuisce i rapporti delle forze sociali e rimette tutto in discussione, riformulando la vita e il sentimento amoroso. In occasione dell'uscita in sala de Il gioco delle coppie, abbiamo incontrato Olivier Assayas.

In Personal Shopper c'è una scena composta quasi unicamente di SMS ma in Il gioco delle coppie nessuno degli strumenti di cui i personaggi discutono viene mai mostrato...
Questo film mi è capitato in maniera singolare, nel senso che avevo cominciato a scriverlo prima di fare Personal Shopper. Per qualche ragione misteriosa, un giorno mi sono messo a scrivere una serie di dialoghi, volevo provare a girare un film di 'idee', un film dove ci si potesse prendere tutto il tempo di arrivare alla fine di una discussione o almeno di sviluppare un argomento, concedere a questioni contemporanee urgenti uno spazio che il cinema raramente si permette. Non volevo utilizzare le nuove tecnologie nel modo in cui le ho impiegate in Personal Shopper. Quelle tecnologie ci sono ovviamente ma non le mostro, sono oggetto di discussione, di riflessione, di inquietudine e di ottimismo, perché no?
Smartphone, tablet, computer, eBook, espresso book sono oggi al centro delle nostre preoccupazioni, stanno cambiando il nostro mondo. Sono centrali nella nostra vita eppure ho l'impressione che il cinema se ne disinteressi completamente. A me invece interessa capire meglio l'impatto che hanno su di noi. Così mi sono deciso e ho fatto un film di idee. E per fare un film di idee devi per forza scegliere la commedia, altrimenti diventa tutto troppo pesante. Anni fa girai Irma Vep, che era in un certo senso anche quello una commedia di idee. Una commedia sullo stato della cinefilia.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 17 dicembre 2018
Natalia Aspesi
La Repubblica

Il gioco delle coppie, titolo italiano erroneamente arrapante del nuovo film di Olivier Assayas, potrebbe sin dalla prima inquadratura deludere il pubblico in cerca di arrapo: infatti l'offerta di sesso è molto scarsa, anzi invisibile, sommersa da una montagna di chiacchiere talmente intelligenti da smorzare qualsiasi libido. Lui già a rimettersi le mutande mostrando un di dietro di solida perfezione: [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

La vita è intessuta di parole, il più delle volte di chiacchiere. E felicemente di parole e chiacchiere è intessuto Il gioco delle coppie (Doubles vies, Francia, 2018,1089. Alain (Guillame Canet) è un editore parigino che rimpiange i buoni libri ben stampati di una volta, e anche le politiche editoriali di una volta, ma si prepara a produrre e vendere libri digitali.

sabato 5 gennaio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Smania per smania di cambiare il titolo, perché non buttarsi su "Non drammatizziamo... è solo questione di corna"? Sarebbe stato un omaggio a François Truffaut, e soprattutto al furbetto italico che nel 1970 ribattezzò così un film nato come "Domicile conjugal". E' passato mezzo secolo, abbiamo imparato le lingue, si levano da ogni dove nostalgie per il cinema che fu.

venerdì 4 gennaio 2019
Daniela Ceselli
Left

Il film Doubles vies-Non Fiction di Olivier Assayas in Italia esce con il titolo Il gioco delle coppie ed è quanto di più francese, se non proprio parigino, si possa immaginare. I personaggi in campo sono: un editore piacente (Guillaume Canet), che si interroga sul cartaceo e la digitalizzazione dei libri; sua moglie, un'attrice impegnata, (Juliette Binoche, alla terza collaborazione con Assayas), [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Siete analogici o digitali... Appartenete al vecchio o al nuovo mondo... Il gioco delle coppie è uno slalom logorroico tra infedeltà sentimentali e il quesito: meglio il libro tradizionale o l'e-book? Un editore rifiuta il manoscritto di un autore che se la intende con sua moglie, dal giudizio tutt'altro che disinteressato. Ma anche l'imprenditore se la spassa con la responsabile della transizione [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Vecchio Mondo, quello di carta e libri, e Nuovo Mondo, quello di e-book e digitale. In mezzo l'arguzia, le notazioni sottili, il savoir faire fatto cinema di Olivier Assayas, a cui facciamo un complimento in negativo: noi italiani un film come Non-Fiction, ovvero Doubles Vies, non lo sappiamo immaginare, scrivere, recitare, proprio no. Ma non è solo opposizione, per quanto filosoficamente declinata, [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Uno scrittore nichilista e frustrato (Macaigne), che scrive romanzi di autofiction alla Carrère? la moglie assistente parlamentare (Hamzawi)? l' editore sornione e seduttore (Canet)? sua moglie attrice (Binoche). E intorno altri personaggi, in una ronde erotica in cui tutti vanno più o meno a letto con tutti. Il rischio è di adagiarsi su questi personaggi, di far sì che la loro conoscenza precisa diventi [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Perché Alain ha deciso, tutto ad un tratto, di non pubblicare il nuovo libro di uno dei suoi scrittori, Leonard, che per di più è un suo amico? Forse è perché pensa che nella sua casa editrice ci sia bisogno che tutto cambi (o per dirla con le sue parole, di «una bella scossa»), per continuare a incontrare i gusti d'un pubblico assuefatto alla scrittura digitale, indifferente alla qualità d' una bella [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Un goffo scrittore maudit in attesa di pubblicare (Vincent Macaigne) e la giovane e arcigna spin doctor di un candidato socialista (Nora Hamzawi). Un editore possibilista sul passaggio al digitale (Guillaume Canet) e un'attrice teatrale divenuta famosa con una serie tv (Juliette Binoche). Sono queste le coppie in gioco. Che cominci la ronde, dunque, il vivere e mentire oggi, a Parigi: amore e tradimenti, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2019
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

Non-Fiction o Doubles vies? Il sublime scarto tra il titolo internazionale e il titolo originale del nuovo film di Olivier Assayas - quello italiano, Il gioco delle coppie, è tutt'altra dimensione... - illumina ancora una volta la miracolosa capacità del regista francese di fondere i più urgenti quesiti teorici del XXI secolo agli atemporali sentimenti umani che li trascendono.

venerdì 28 dicembre 2018
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Non è quel che sembra, Il gioco delle coppie non è l'esordio alla regia di Marco Predolin. Grazie a Dio. Scempiaggine escogitata dal distributore I Wonder Pictures, traduce per l'Italia il signor film di un signore regista, Doubles Vies (Doppie vite, titolo originale francese), ossia Non Fiction (titolo internazionale), di Olivier Assayas, l'autore di Clean, Carlos e Personal Shopper.

venerdì 21 dicembre 2018
Jay Weissberg
Variety

Olivier Assayas è capace di fare film di grande profondità, ricchi dal punto di vista sia cinematografico sia letterario. Le parole, a volte tante, sono solo una parte di un disegno più ampio. La storia di due coppie che affrontano grandi cambiamenti nelle loro vite personali e professionali è davvero inzeppata di scontri intellettuali, ma più si va avanti più si alleggerisce, suggerendo che i rapporti [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 dicembre 2018
Sara Del Corona
Marie Claire

C'è un editore sull'orlo di una crisi esistenziale («i lettori, meno leggono e più sono sospettosi della scrittura»), sua moglie attrice teatrale che ora recita in una serie tv ed è diventata ostaggio del proprio personaggio, stagione dopo stagione. E poi uno scrittore che nei suoi libri, come è ovvio, mette le vite degli altri, che si arrabbiano, ma intanto postano la loro privacy online.

sabato 1 settembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

L'autofiction l'uso della persona reale dell'autore in eventi autentici o reinventati, negli ultimi anni ha prodotto in Francia titoli di assoluto rilievo, da Emmanuel Carrère a Michel Houellebecq. Assayas, nella sua sceneggiatura precedente (per Quello che so di lei di Roman Polanski) aveva giocato su questo tema in chiave thriller, e anche nel suo nuovo lavoro, come suggerisce il titolo italiano, [...] Vai alla recensione »

sabato 1 settembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Che dire? Un film come il delizioso «Doubles Vies» di Olivier Assayas da noi in Italia non sarebbe possibile. Per farlo bisogna avere dietro una tradizi-ne di cinema letterario così consolidata che quando vedi un gruppo di personaggi intenti a disquisire di sopravvivenza del libro cartaceo, inevitabilità della digitalizzazione e messaggio politico ridotto a misura di tweet; beh, non pensi a un film [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 dicembre 2018
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

Olivier Assayas può già candidarsi ad autore del film più divertente dell'anno. Non che il regista mancasse di spirito, ma ultimamente veniva da territori di ben altro tenore: cioè Sils Maria e Personal Shopper, la precedente (e sopravvalutata) doppietta esistenzial-spiritista con Kristen Stewart. Che bella sorpresa, dunque, Il gioco delle coppie (nelle sale dal 3 gennaio), titolo italiano assai sciocchino [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 18 dicembre 2018
A cura della redazione

Alain è un editore inquieto che ama Selena, ma la tradisce, e odia l'ultimo libro di Léonard, ma lo pubblica. Léonard è uno scrittore 'confidenziale' che ama sua moglie ma la tradisce con Selena. Depresso e lunare, scrive da anni lo stesso libro ed è [...]

CELEBRITIES
martedì 18 dicembre 2018
Giuseppe De Marco

Juliette Binoche è nata a Parigi il 9 marzo del 1964: suo padre era uno scultore e sua madre un'attrice. Quando aveva solo quattro anni i suoi si separarono e Juliette fu mandata in collegio insieme alla sorella Marion.

VIDEO
venerdì 28 dicembre 2018
 

Alain è un editore inquieto che ama Selena ma la tradisce con la sua assistente, che odia l'ultimo libro di Léonard ma lo pubblica, che ama le vecchie edizioni ma ragiona sull'Espresso Book Machine. Léonard è uno scrittore 'confidenziale' che ama sua [...]

TRAILER
venerdì 7 dicembre 2018
 

Alain è un editore inquieto che ama Selena ma la tradisce con la sua assistente, che odia l'ultimo libro di Léonard ma lo pubblica, che ama le vecchie edizioni ma ragiona sull'Espresso Book Machine. Léonard è uno scrittore 'confidenziale' che ama sua [...]

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mercoledì 5 dicembre 2018
 

Alain è un editore inquieto che ama Selena ma la tradisce con la sua assistente, che odia l'ultimo libro di Léonard ma lo pubblica, che ama le vecchie edizioni ma ragiona sull'Espresso Book Machine. Léonard è uno scrittore 'confidenziale' che ama sua [...]

[LINK] FESTIVAL
lunedì 17 settembre 2018
Ilaria Ravarino

Milano torna anche quest'anno a farsi tana per leoni e (leo)pardi cinematografici, con l'avvio (19-27 settembre) della manifestazione Le vie del Cinema a Milano: promossa da Agis Lombardia con il patrocinio del Comune di Milano, l'iniziativa porterà [...]

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