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Tutti lo Sanno

Film 2018 | Drammatico +13 130 min.

Titolo originaleEverybody Knows
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneSpagna, Francia
Durata130 minuti
Al cinema265 sale cinematografiche
Regia diAsghar Farhadi
AttoriPenélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín, Eduard Fernández, Bárbara Lennie Inma Cuesta, Elvira Mínguez, Saadet Aksoy, Carla Campra, Jaime Lorente, Roger Casamajor.
Uscitagiovedì 8 novembre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,05 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Asghar Farhadi. Un film Da vedere 2018 con Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín, Eduard Fernández, Bárbara Lennie. Cast completo Titolo originale: Everybody Knows. Genere Drammatico - Spagna, Francia, 2018, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2018 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 265 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,05 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In occasione del matrimonio della sorella, Laura torna con i figli nel proprio paese natale. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno. Tutti lo Sanno è 4° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 64.594,00 e registrato 12.711 presenze.

Consigliato sì!
3,05/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,64
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
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Passaggi di grande cinema per un dramma febbrilmente interpretato.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 9 maggio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 9 maggio 2018

Laura ritorna nel paese della sua infanzia per partecipare al matrimonio della sorella. Lasciata anni prima la Spagna per l'Argentina, è sposata con uomo che non ama più e ha due figli che ama sopra ogni cosa. Nella provincia della Rioja con gli affetti più cari ritrova Paco, amico della giovinezza e compagno per una stagione. L'accoglienza è calorosa, il matrimonio da favola, i festeggiamenti esultanti, i gomiti alzati ma la gioia lascia improvvisamente il posto alla disperazione. La figlia di Laura viene rapita. Una sparizione che fa cadere le maschere in famiglia e in piazza dove 'tutti sanno'.

Cambiamento di lingua (spagnolo), di genere (noir) e di attori (Javier Bardem e Penélope Cruz) per il regista iraniano Asghar Farhadi, che esce dai sentieri battuti restando fedele al suo universo e ai suoi temi (il sospetto, la colpa, le crepe familiari).

Film nero bagnato da un sole brillante, Everybody Knows gravita intorno a una relazione privilegiata, consumata in un passato nemmeno troppo lontano. Un sentimento che cova ancora il fuoco, due iniziali incise sul muro di un campanile da due adolescenti persuasi di aver trovato l'amore. Se il campanile è quello hitchcockiano (La donna che visse due volte), che evoca un romanticismo indissociabile dal crimine, la relazione mai finita è quella tra Paco e Laura. Amici d'infanzia che sono stati innamorati, che sono stati una coppia, che sono adesso il ricordo ardente di amplessi spezzati.

Precipitati di drammi intimi, i film di Farhadi (di)mostrano come un evento imprevisto possa rivelare a ciascuno le proprie debolezze, e come, in quella circostanza, i non detti, i segreti troppo a lungo custoditi disorientino fino a sconvolgere le relazioni. Nei suoi racconti morali tutti hanno torto e allo stesso tempo ragione. Ciascuno giudica sulla base dei propri criteri personali gettando sul mondo e sull'altro uno sguardo che resta parziale, soggettivo, ridotto.

Everybody Knows osserva dall'alto di un campanile e di un drone una cascata di menzogne e di piccoli accomodamenti morali, trasformando un décor a cielo aperto in un labirinto angosciante. Nella Spagna rurale e nelle vigne contese tra transazioni sentimentali, giuridiche ed economiche, l'autore dispiega una suspense che indugia su un'importante somma di denaro che deve essere raccolta in poche ore.

Farhadi si prende tutto il tempo per 'recuperarla' e per sviluppare la sua ricerca con scarti un po' forzati e pause esplicative che frequentano i cliché sulla Spagna (sole, vino, fiesta, carattere caliente) che Almodóvar riesce sempre a scansare. Altre riserve, l'esposizione interminabile dei fatti e la risoluzione al di sotto del prologo magistrale e muto. Ma a Farhadi, con la complicità dei suoi attori, riescono comunque passaggi di grande cinema come la disputa esacerbata tra Paco e la sua compagna, alle cui spalle prospera incurante e rigogliosa la vigna per cui si è tanto battuto e che adesso permuta con la vita e per la donna de su vida.

Riesce, ancora, di insinuare in uno scambio di sguardi il potenziale avvelenato di una tragedia greca. Ammainando il loro statuto di star, Javier Bardem e Penélope Cruz interpretano febbrilmente tutti i rimorsi, tutto il rammarico, tutte le ombre, i dubbi e l'inquietudine morale dei loro personaggi, sprofondati in una notte senza corrente e dentro un dramma in cui l'eccitazione del ritrovarsi cede il passo alla recrudescenza dei rancori. Secondo esperimento europeo per Asghar Farhadi, dopo la Francia di Il passato, che guadagna in competenza (tecnica) quello che perde in singolarità.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 10 novembre 2018
Maurizio.Meres

Il sempre sensibile Farhadi creatore di situazioni complicate che entrano nelle più profonde e oscure vicissitudini famigliari questa volta si trasferisce in Spagna e più precisamente a nord di Madrid,importantissima la scelta in quanto in questi piccoli paesi le tradizioni per la celebrazione di una cerimonia come il matrimonio sono radicate in sorta di libero arbitrio nella più [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 novembre 2018
Corazzata Potiomkin

Il profumo di dejà vu sarà stato fortissimo per chi, come il sottoscritto, aveva già visto l'assai meno rinomato "I segreti del settimo piano",  film argentino del 2013, fra l'altro con lo stesso interprete nei panni del marito truffato: Ricardo Darin. Ecco, non voglio dire che la sceneggiatora sia stata copiata di sana pianta, questo no, ma sicuramente [...] Vai alla recensione »

martedì 13 novembre 2018
kimkiduk

Il nuovo film di Almodovar ancora non raggiunge i livelli dei suoi, forse perchè non ci sono gli stereotipi comportamentali suoi classici, i personaggi di sempre. La famiglia è descritta bene, la regia decisamente buona, la storia prende ma non sempre; un film che dovrebbe avere un crescendo ma si ferma quando vengono scoperti i colpevoli che decisamente non reggono la storia del film; [...] Vai alla recensione »

martedì 13 novembre 2018
Flyanto

 Con la sua ultima opera cinematografica “Tutti lo Sanno” il regista iraniano Asghar Farhadi si conferma l’ottimo regista di sempre che è. Girato ed ambientato tutto in Spagna, con un cast interamente spagnolo/argentino, che differenziano la pellicola dalle sue precedenti ambientate in Iran (eccezion fatta per “Il Passato” su suolo francese), “Tutti lo [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
martedì 13 novembre 2018
di Leonardo Strano, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

La forma del dialogo è lo strumento usato da Asghar Farhadi per riprodurre la dialettica comunicativa interna agli schemi famigliari. Come tutti gli altri film dell'autore iraniano, Tutti lo sanno (guarda la video recensione) è costruito sul potere della parola e sul suo peso all'interno dei circuiti privati, nel perimetro delle conoscenze intime e della sicurezza della tranquilla quotidianità. Ogni elemento del film è indirizzato dallo stile dialogico di Farhadi: la trama melodrammatica incentrata sulla sparizione di una figlia durante un matrimonio è guidata sempre attraverso il confronto dialettico tra personaggi; l'utilizzo del montaggio è coordinato dalla natura tagliente delle frasi; la costruzione delle svolte narrative è imperniata sulle confessioni che i personaggi reciprocamente condividono; i ribaltamenti tematici si schiudono assieme alle fragilità dei sentimenti, espressi proprio a parole o attraverso la loro assenza. Come un direttore d'orchestra interessato a sfruttare al meglio tutti i suoi strumenti e quindi consapevole della potenza della negazione del suono, Farhadi pertanto punteggia anche di silenzi il grande ballo dei dialoghi.

Silenzi per lo più assassini, tragici, rivelatori di territori emotivi nascosti, di un inconscio racchiuso nella dimenticanza concordata. In Tutti lo sanno mentre le parole rappresentano il ritmo del presente, del visibile e del riconoscibile (pur essendo partecipi di suggestioni ambigue) i laceranti silenzi distesi dentro le case, le stanze e le gole invece rappresentano il passato e i celati misteri ad esso appartenenti.

La continua alternanza e sovrapposizione di questi due elementi (parlato e taciuto) svela allo stesso tempo i caratteri di superficie della convivenza famigliare nel presente del racconto e la lenta formazione dei conflitti nella profondità di un passato comunque sempre negato alla visione dello spettatore: da un lato attraverso l'agilità di una forma scritta in grado di muoversi con flessuosità tra molti personaggi e altrettanti eventi; dall'altro grazie al lento disegno di un nulla, di un rimosso lasciato emergere quasi autonomamente con la pressione sulla superficie.

INCONTRI
martedì 30 ottobre 2018
Paola Casella

In Tutti lo sanno è Paco, proprietario di una vigna in un paese spagnolo dominato dalla famiglia della ex. La trama del film è complessa e stratificata come tutte quelle scritte e dirette dal regista e sceneggiatore iraniano Asghar Farhadi, e Javier Bardem si è prestato volentieri a interpretare il suo personaggio dalle mille facce.

"La complessità non mi spaventa. Farhadi scrive personaggi ricchissimi che per un attore sono la manna dal cielo. Gli intrecci delle sue storie, i suoi dialoghi sono pieni di informazioni utili per chi deve interpretarli. E prima di iniziare le riprese fa un lavoro capillare con gli attori per spiegare il background di ogni ruolo, quel che è successo prima che la storia cominci".

È vero che le sceneggiature di Farhadi sono congegni ad orologeria?
Sì, ed è tutto in sceneggiatura, anche perché se qualcosa non c'è in sceneggiatura non ci sarà mai sullo schermo, per quanto possano essere curate le immagini e capaci gli attori. Asghar è un grandissimo narratore, un romanziere la cui specialità è snocciolare i dettagli per farceli conoscere poco a poco. A noi attori, come agli spettatori, non resta che tenergli dietro.

Questa non è la prima volta che recita insieme a sua moglie, Penelope Cruz. È cambiato qualcosa nel tempo?
Ogni volta siamo più rilassati, anche perché non dimentichiamo mai chi siamo veramente, che cosa è reale e cosa è finzione. Ad esempio in Loving Pablo (guarda la video recensione) interpretavo Escobar che, in una scena, esercitava violenza fisica e verbale sulla sua compagna, interpretata da Penelope. Ma lei sapeva che quel personaggio orribile non aveva niente a che vedere con me, e che recitare vuol dire immaginare anche situazioni e persone molto lontane da noi.

Frasi
Se tu sei d'accordo c'è un modo per aiutarla...
Una frase di Laura (Penélope Cruz)
dal film Tutti lo Sanno - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 12 novembre 2018
Lino Patruno
La Gazzetta del Mezzogiorno

Dietro le finestre illuminate si svolge la vita segreta di ognuno di noi, diceva Ingmar Bergman. All'interno di ogni famiglia si celano mille cose dette e non dette, anche se Tutti lo sanno. E che esplodono quando meno te lo aspetti lacerando la trama di ipocrisie e di formali affetti. Come ben se ne accorgono nella provincia agricola spagnola di Rioja, quando il parentado vario si ritrova gioiosamente [...] Vai alla recensione »

domenica 11 novembre 2018
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È notte. In un paese spagnolo immerso trai vigneti si festeggia un matrimonio, ma un guasto improvviso alla rete elettrica lascia tutti al buio. Dopo pochi minuti, Laura (Penelope Cruz) scopre che la figlia Irene (Carla Campra) è scomparsa. La mattina un sms anonimo le chiede un riscatto di trecentomila euro. Chi sono i rapitori della ragazzina? Lavoranti stagionali arrivati per la vendemmia? Compaesani? [...] Vai alla recensione »

domenica 11 novembre 2018
Fabio Ferzetti
L'Espresso

La seconda prova internazionale dell'Iraniano Farhadi (dopo "Il passato") conferma due Principi apparentemente opposti. Uno: quando un regista si allontana dal proprio mondo perde in peso e verità. Due un vero autore resta se stesso anche se ostaggio di una macchina produttiva troppo pesante. Ma a che prezzo? In "Tutti lo sanno", coproduzione ambientata nella Spagna rurale con Javier Bardem, Penelope [...] Vai alla recensione »

sabato 10 novembre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

I registi che sopportano bene il cambio di fuso sono rari. Il campione si chiama Ang Lee, nato a Taiwan e capace di destreggiarsi con le coppie scambiste nel Connecticut anni '70 ("Tempesta di ghiaccio"), con l'Inghilterra di Jane Austen ("Ragione e sentimento"), con i cowboy innamorati nel Wyoming ("I segreti di Brokeback Mountain"). Già Woody Allen con l'Europa -intesa come set - ha avuto difficoltà: [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 novembre 2018
Alessandra De Luca
Avvenire

In occasione del matrimonio di sua sorella, Laura che vive in Argentina con i figli e il marito, torna in Spagna, dove rincontra il suo grande amore, Paco. Ma durante la festa di nozze, la ribelle figlia adolescente di Laura, Irene, scompare. Il tragico evento farà riemergere verità e sentimenti nascosti, segreti e bugie, sconvolgendo l'apparente normalità che regna nella famiglia e nella comunità. [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 novembre 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cruz/Bardem per il Cassavetes di Teheran, il regista iraniano premio Oscar per La separazione. Campagna spagnola, il rapimento di una ragazzina durante la festa di matrimonio di una grande famiglia contadina decaduta e la richiesta di riscatto accendono la classica resa dei conti: nella vecchia relazione tra la mamma della ragazzina e il fattore diventato padroncino c'è il segreto di una tortuosa vicenda [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 novembre 2018
Elisabeth Franek-Dumas
Libération

Il senso del film è suggerito dall'immagine di una colomba che si dibatte all'interno di un campanile tra gli ingranaggi di un grande orologio. L'enorme meccanismo di Asghar Farhadi si è messo in moto. Per due lunghe ore delle creature si dibatteranno all'interno di un intrigo arbitrario costruito intorno a loro. E, un po' come in A proposito di Elly, il film che ha fatto conoscere il regista iraniano [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 novembre 2018
Stefano Giani
Il Giornale

Laura torna nella casa di famiglia dopo lunghi anni. Il pretesto è il matrimonio della sorella, il risultato è scoprire un segreto imponderabile di cui lei sola non era a conoscenza. Da qui il titolo Tutti Io sanno. Laura è Penelope Cruz e il passato è Paco, Javier Bardem. Storie di famiglia in tutti i sensi. Commedia piacevole di Asghar Farhadi che ha firmato autentici capolavori (Una separazione, [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 novembre 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Giustamente ammirato soprattutto nei festival, l'iraniano Farhadi si è trasferito in un paese agreste spagnolo per mettere in scena «Tutti lo sanno», un sanguigno dramma familiare denso di scontri al calor bianco tra caratteri e morali, segreti e bugie familiari, tradizioni e regressioni delle comunità patriarcali. Farhadi prende le mosse da un matrimonio che culmina in una cena nuziale a forti tinte [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 novembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Il tempo è la differenza tra mosto e vino» spiega sorridente il viticoltore Paco a una classe di ragazzini. Un rapimento, invece, può trasformare improvvisamente un matrimonio, dove è accorsa festante una grande famiglia spagnola compreso quel viticoltore "figlio dei domestici", in funerale se la figlia di Laura non si troverà più. Paco è Javier Bardem.

giovedì 8 novembre 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Regista tra i migliori del suo Paese, l'iraniano Asghar Farhadi (Una separazione) si è distinto come autore di film profondamente umanisti, dove i "buoni" hanno segreti da nascondere e i "cattivi" non sono mai del tutto tali. Questa volta si trasferisce in Spagna, anche se con un soggetto in origine destinato all'Iran; e se non rinuncia al dispositivo di fondo del suo cinema, pare un po' spaesato. Vai alla recensione »

giovedì 8 novembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Per esemplificare gli aspetti oscuri della natura umana, non c'è niente di meglio di un quieto villaggio rurale, luogo dove notoriamente accadono crimini di ogni sorta. Lo sapeva bene Agatha Christie, che ne ha fatto l'ideale cornice di tanti suoi gialli; e ne è convinto anche Asghar Farhadi, che ha scelto un paesino del Sud della Spagna per intrecciare, su uno spunto narrativo da thriller, uno dei [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 13 novembre 2018
A cura della redazione

Laura torna nel paese d'infanzia per il matrimonio della sorella. Lasciata anni prima la Spagna per l'Argentina, è sposata con uomo che non ama più e ha due figli che ama sopra ogni cosa. Insieme agli affetti più cari ritrova Paco, suo amore di gioventù. [...]

TRAILER
giovedì 4 ottobre 2018
 

Laura ritorna nel paese della sua infanzia per partecipare al matrimonio della sorella. Lasciata anni prima la Spagna per l'Argentina, è sposata con uomo che non ama più e ha due figli che ama sopra ogni cosa.

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