A Beautiful Day

Film 2017 | Drammatico, Thriller +13 95 min.

Titolo originaleYou Were Never Really Here
Anno2017
GenereDrammatico, Thriller
ProduzioneUSA, Francia
Durata95 minuti
Regia diLynne Ramsay
AttoriJoaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman Judith Roberts, Jason Babinsky, Frank Pando, Kate Easton, Madison Arnold.
Uscitamartedì 1 maggio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,24 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lynne Ramsay. Un film Da vedere 2017 con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman. Cast completo Titolo originale: You Were Never Really Here. Genere Drammatico, Thriller - USA, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema martedì 1 maggio 2018 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,24 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le vite di due uomini molto diversi tra loro si intrecciano. Entrambi sono coinvolti nel mercato del sesso ma da due punti di vista opposti. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office A Beautiful Day ha incassato 232 mila euro .

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Consigliato sì!
3,24/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,81
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Ramsey si butta nella narrazione visiva entrando nella materia delle cose e permeando la psicologia disturbata dei suoi personaggi.
Recensione di Paola Casella
sabato 27 maggio 2017
Recensione di Paola Casella
sabato 27 maggio 2017

Joe è un veterano di guerra, sopravvissuto anche a molte altre battaglie. A casa lo aspetta solo la madre anziana a malata, con cui ha un rapporto di grande affetto e pazienza. In una New York desolata e piena di segreti, il cui profilo nobile resta sempre in lontananza, Joe fa il mercenario per chi vuole liberarsi di nemici pericolosi ma non ne ha l'abilità o il coraggio. Il suo ultimo incarico è quello di sottrarre Nina, la figlia preadolescente di un politico locale, ad un giro di prostituzione minorile: una creatura abusata e offesa che fa da specchio al passato dell'uomo. Joe appare e scompare, spesso armato di un martello, come se non fosse mai stato lì (questa la traduzione del titolo originale), menando fendenti e scacciando con la stessa allucinata intensità i ricordi devastanti, tanto della propria infanzia in balia di un padre sadico, quanto dei crimini di guerra compiuti (anche da lui) dietro la giustificazione di una divisa. Quello di Joe è un universo di bambini perduti cresciuti alla mercè degli orchi e spesso diventati come loro, un mondo in cui l'uomo si muove come un giustiziere, cercando di rattoppare la sua vita ridotta ad un puzzle di sensazioni e (brutti) ricordi.

Lynne Ramsey, regista scozzese di grandissimo temperamento, parla spesso di infanzia abusata: lo faceva in Ratcatcher come nel bellissimo e inquietante ...E ora parliamo di Kevin, entrambi in mostra a Cannes, dove Ramsey è stata anche giurata.

Il suo cinema affronta di petto ciò di cui dobbiamo parlare (per parafrasare uno dei suoi titoli) senza permetterci di chiudere gli occhi davanti a ciò che è profondamente perturbante. La trama di You Were Never Really Here non è particolarmente originale, richiama quella di Leon, Drive e almeno un'altra decina di film con protagonista un vendicatore a difesa (e alla ricerca) dell'innocenza perduta.

Ma è il modo in cui Ramsey racconta quella storia a fare tutta la differenza. La regista, che ha un passato di operatrice, sa sempre dove mettere la cinepresa, e non è mai dove te l'aspetti, o dove il cinema che l'ha preceduta l'ha messa in passato. Con un'attenzione spasmodica al dettaglio, Ramsey si butta nella narrazione visiva entrando dentro la materia delle cose e permeando la psicologia disturbata dei suoi personaggi. Le sue immagini, grazie anche alla splendida fotografia di Thomas Townend, sono di una potenza inedita e devastante, ma anche puro piacere dell'immagine, senza per questo diventare mai sterilmente estetizzanti. La violenza brutale che raffigura è tanto fisica (avviso ai naviganti: c'è più splatter qui che in Nicholas Winding Refn, Quentin Tarantino e Lars Von Trier) quanto mentale, nell'evocazione tattile delle sensazioni di terrore di un bambino che fa il conto alla rovescia di quanto può resistere, prima di morire soffocato.

Il calendario di perversioni (ancor più se specificatamente americane) che Ramsey porta sul grande schermo è agghiacciante, ma la profonda empatia della regista per i suoi personaggi centrali e la grande ironia con cui sottolinea l'aspetto grottesco del mondo reale rendono digeribili anche le sequenze più efferate. E poiché Ramsey è un animale da cinepresa, sceglie sempre attori che sono a loro volta animali da palcoscenico. In You Were Never Really Here Joaquin Phoenix nei panni del "Joe qualunque" è una bestia da macello, nel senso che è stato visibilmente macellato e ora procede a fare carne di porco di chiunque tagli la sua strada, riservando un'infinita tenerezza solo alla madre e alle vittime bambine. La sua interpretazione, quasi muta ma perfettamente eloquente, è altrettanto visivamente potente della regia di Ramsey.

Un discorso a parte merita il sonoro, gestito dal musicista inglese Jonny Greenwood mescolando rumori d'ambiente di enorme efficacia con una base sonora a tratti martellante (come l'arma prescelta da Joe), a tratti stridente come una sega circolare, a tratti ritmata come il battito aritmico di un cuore in tumulto. Ramsey supervisiona ogni aspetto della storia, che ha sceneggiato lei stessa sulla base di un romanzo dello scrittore e attore Jonathan Ames. Non c'è un solo aspetto su cui la regista non mantenga il suo muscolare controllo, imprimendogli la propria inconfondibile cifra autoriale: impavida, diretta, implacabile, mai autoindulgente o autocompiaciuta. Più che una regista, Ramsey è un'artista visuale, che manipola la forma e il colore infondendo nelle sue immagini una forza comunicativa che va al di là del racconto. Ramsey non teme l'ampiezza del grande schermo, che riempie tutto fino alla completa saturazione, come fa l'artista davanti alla vastità della tela bianca. Infatti, pur essendo coprodotto da Amazon, questo è cinema per il grande schermo, perché ne magnifica l'impatto.

Ramsey intrattiene e non dà tregua in egual misura, rende omaggio al genere ma non ne è schiava, non accetta compromessi, non si piega alla necessità di blandire il pubblico, ma nemmeno a quella di placare la sua sete di sangue. Qui il sangue scorre copioso, ma non è mai salsa di pomodoro cinematografica, resta sempre doloroso testimone di un dolore reale, e ha conseguenze, per tutti i personaggi coinvolti. Se il cinema, e l'arte figurativa in generale, deve mostrare un nuovo modo di vedere le cose per attestare la propria originalità, Lynne Ramsey è riuscita nell'intento.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 15 aprile 2018
Eugenio

Non è una canzone di Michael Bublè, chiariamolo subito. Di beautiful c’è solo il titolo (italiano) della pellicola di Lynne Ramsay che adatta il testo di Jonathan Ames uscito in Italia col titolo Non sei mai stato qui. Ecco, forse prima di vedere il film, apparentemente collage di scucito di sequenze senza un filo logico o una precisa collocazione temporale, occorrerebbe [...] Vai alla recensione »

martedì 1 maggio 2018
Vincenzo Basile

Lynne Ramsay scrive e dirige un film meravigliosamente citazionista che si rifà a cult come Taxi Driver o Leon senza, però, scadere nel banale. La regista scozzese delinea caratterialemente il protagonista in maniera chiara e precisa, attraverso una montaggio frenetico, con flashback che sbattono il faccia allo spettatore il perché Joe è quel che è.

sabato 19 maggio 2018
Nino Pellino

L'attore Joaquin Phoenix, dopo la riuscita pellicola "The irrational man" di Woody Allen, interpreta nuovamente un personaggio tormentato e psicologicamente sospeso tra frustazione, insoddisfazione esistenziale e desiderio di rendersi utile nella vita attraverso modi e soluzioni non propriamente pacifiste. Anzi, rispetto al personaggio di "The irrational man", l'attore in [...] Vai alla recensione »

martedì 8 maggio 2018
biso 93

You were never really here e un film del 2018 scritto e diretto da Lyanne Ramsay ed interpretato da un grande Joaquin Phoenix. La trama del film ricalca molto quella di film come Taxi Driver e Leon ma lo sguardo che la Ramsay riesce a trasmettere sul suo protagonista, trasforma la pellicola in un prodotto nuovo, intimo e psicologico. Le vicende che il nostro protagonista Joe subisce non sembrano altro [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 maggio 2018
PhilWes

You Were Never Really Here, in italiano "A Beautiful Day" per sottolineare la punta di speranza che il film prova debolmente (in modo voluto) a dare, è Cinema puro con la "C" maiuscola. Un film visivamente spettacolare che solo grazie alle immagini guidate da una regia meravigliosa di Lynne Ramsay fa capire tutto quello che c'è da capire. In questo film troverete diversi influenze registiche di grandi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 maggio 2018
Flyanto

"A Beautiful Day" è la frase finale che viene pronunciata alla fine del film dall'adolescente protagonista come speranza di un futuro migliore per i due protagonisti della storia qui raccontata che sono due individui che sin dall'infanzia hanno subito abusi di ogni genere. L'uomo (Joaquin Phoenix), ormai cresciuto, che svolge l'ambigua attività di ricercare persone [...] Vai alla recensione »

sabato 12 maggio 2018
maumauroma

Prima una infanzia vissuta tra sopraffazioni e molestie. Poi soldato nella guerra in Iraq dove ha assistito ad atrocita' di ogni tipo. Oggi Joe, vive solo come un cane, accudisce amorevolmente la anziana madre e ammazza gente su commissione e a pagamento, da bravo sicario, con una martellata ben assestata sulla capoccia della vittima. E si puo' dire, paradossalmente, che questa particolare [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
elpiezo

 Un veterano di guerra si guadagna da vivere come mercenario tra i sobborghi di una New York inquieta. Un profondo viaggio nella singolare esistenza di un uomo disagiato e tormentato da ricordi sgradevoli; le gesta di un carnefice che attraverso la sua brutalità cerca di redimere la propria tormentata esistenza.

sabato 5 maggio 2018
Flaw54

L'argomento non è nuovo e fa ripensare immediatamente a taxi driver e a 8mm, ma la regista lo affronta su di un piano prettamente estetico, formale e intimistico. Le scene di violenza sono filtrate come se appartenessero ad un'altra realtà ( tranne il suicidio vero o immaginato che sia del protagonista ). Joaquin Phoenix sembra il clone di Robert de Niro con i suoi stessi fantasmi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 aprile 2018
EdieSedgwick

La sig.ra Ramsay si fionda nel thriller dai connotati di violenza e disillusione con un personaggio duro, crudo e 'all'occorrenza' spietato incarnato dai silenzi tormentati del magnetico Joaquin Phoenix, ma qualcosa va storto. Lynne Ramsay vorrebbe riavvalersi (in buona parte fallisce, inevitabile) della brillantezza e soprattutto pesantezza monolitica di regia dei Coen d'annata molto [...] Vai alla recensione »

sabato 21 aprile 2018
tmpsvita

 Un dramma dalle poche parole ma dai tanti pensieri e dalle forti, dense e intense immagini che si basa con molta convinzione su di una strepitosa interpretazione, l'ennesima, di un Joaquin Phoenix dal volto trasformato da un passato tormentoso e inquieto e da un presente difficile in un mondo spietato e disgustoso. Un film dalla forte personalità che però allo stesso tempo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 maggio 2018
16:9

Gentile Sig.ra Casella,la storia di A Beautiful Day la narra Lei nella Sua critica ma non il film nella sua pellicola, purtroppo per noi spettatori.Questo film più che ad una narrazione somiglia ad uno storyboard: ogni sequenza - e ognuna è perfetta, su questo sono perfettamente in accordo con Lei - suscita l'inutile speranza che qualche mano ispirata le rileghi in una storia che le racconti tutte [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 maggio 2018
Mabster

Buona la regia, grande interpretazione di Joaquin Phoenix, notevole fotografia e ancora più notevoli la colonna sonora e il montaggio audio.

mercoledì 11 aprile 2018
marietto2008

non potevi fare una recensione migliore.

domenica 8 aprile 2018
Francesco2

La Ramsay, scozzese cresciuta –per sua ammissione- in una Glasgow dove la violenza a volte era di casa, ha confezionato un film crudo ed interpretato molto bene. Come mai, allora, sorge il sospetto che sia “solo” un buon film, dove il lieto(?)fine non fa rima con stupidità, e nient’altro? A parte gli accostamenti ingenerosi con il piccolo –secondo chi scrive- “Léon” di Besson, forse la storia non [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
sabato 28 aprile 2018
Paola Casella

"Sul set di Irrational Man avevo chiesto al direttore della fotografia Darius Khondji con quale regista gli sarebbe piaciuto lavorare. Lynne Ramsay, ha risposto - lei, e nessun altro. Visto che Darius è uno dei migliori fotografi al mondo e che ha lavorato con Woody Allen, David Fincher, Michael Haneke e Bernardo Bertolucci, ho pensato bene di seguire il suo consiglio". Joaquin Phoenix ha accettato di interpretare il ruolo di Joe, l'ex marine e agente dell'Fbi protagonista di A Beautiful Day (guarda la video recensione), dramma a basso budget con cui la regista e autrice scozzese ha conquistato a Cannes il premio per la Miglior Sceneggiatura.

"In A Beautiful Day, Ramsay si butta nella narrazione visiva entrando nella materia delle cose e permeando la psicologia disturbata dei suoi personaggi."

Lo stesso Joaquin si è aggiudicato la Palma come miglior attore, ed è a Roma per sostenere un film alla cui realizzazione ha partecipato attivamente, ben oltre il suo ruolo di interprete. "Non scelgo mai un film in base al cachet o al genere", afferma. "Mi convincono la sceneggiatura, il regista e in generale la qualità delle persone che lavorano al progetto. A Beautiful Day nasce da una lunga serie di conversazioni con Lynne, apparentemente prive di senso, e invece capaci di accendere quella scintilla che dà vita all'ispirazione". "Mi piace un cinema in cui musica, recitazione, montaggio concorrano a creare qualcosa di mai visto prima", gli fa eco Ramsay. "E mi interessano solo i personaggi complicati perché mi piace analizzarli. Forse sono io che ho bisogno di uno psicologo!".

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 3 maggio 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il titolo italiano è ricavato da una frase del film, ma risulta più efficace quello originale: «Non sei mai stato davvero qui». Perché il protagonista Joe, veterano torturato dai ricordi, è una specie di fantasma che la vita sembra aver privato di qualsiasi emozione. Metà sicario metà giustiziere (ricorda da vicino il protagonista di Drive di Winding Refn: film al quale la regista Lynne Ramsay si ispira [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 maggio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Ci vuole un po', ed è interessante, per mettere a fuoco quanta tradizione di cinema hard-boiled, Bogart, Mitchum e neo investigatori epigoni afflitti da trauma ci sia nel veterano di guerra Joe, disadattato macchina da guerra, risolutore omicida di problemi altrui, solo una madre anziana nella secca rosa di affetti. New York fredda e piovosa, nuovo caso: un politico in vista gli chiede di trovare la [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 maggio 2018
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Si chiama Joe (Joaquin Phoenix), ha passato la quarantina. Appena può, Joe si occupa della madre, che mantiene lavorando col braccio. Non è un muratore, è un sicario. Uccide serenamente a colpi di martelli sempre nuovi. Chi meglio di Joe può improvvisarsi agente della Buoncostume per sottrarre una ninfetta alla prostituzione? L'incarico gli arriva da un senatore repubblicano dello Stato di New York, [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Joe, ex marine e agente FBI, vive con la vecchia madre, tormentato dai ricordi del passato. Viene reclutato da un senatore di New York cui hanno rapito la figlia Nina, per farne una mini squillo. Il killer, armato di martello (!) la troverà, dopo aver fatto secchi i suoi angeli custodi. Dialoghi ridotti all'osso, come i crani frantumati dal taciturno sicario.

giovedì 3 maggio 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Con 89 minuti di durata, brutalmente scolpiti dal romanzo dello scrittore newyorkese Jonathan Ames, A Beautiful Day, primo lungometraggio della regista scozzese Lynne Ramsay da 7 anni a questa parte, non pecca di eccessi di materiale, ripetizioni e lungaggini. Eppure, con l'ardire delle sue ellissi, dei suoi salti narrativi, e del suo comprimere scene intime e passaggi stilizzatissimi, questa versione [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
Claudio Trionfera
Panorama

Che barba. Non il film, che è un terremoto, ma quella di Joaquin Phoenix, densa biancheggiante e furibonda come lui, semplicemente Joe, ex marine col proverbiale carico d'incubi vietnamiti e traumi infantili in rutilanti flashback, di mestiere sicario tuttofare. Incluso il mandato di strappare alle fauci della prostituzione minorile la ragazzina figlia d'un senatore.

giovedì 3 maggio 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Chi è l'uomo con la testa infilata in un sacchetto di plastica che conta alla rovescia ai limiti dell'asfissia mentre nella mente gli si affollano minacciosi, devastanti flash di vita infantile e militare che devono essere i suoi? Grassoccio, barbuto, il corpo pieno di cicatrici, il codino da samurai e l'espressione sfatta di chi si imbottisce di pillole, Joe è un veterano di guerra che di professione [...] Vai alla recensione »

sabato 5 maggio 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Pensavamo di recensire film, invece tocca mettersi a fare la difesa del consumatore. Se qualcuno, nel ramo scatolame, mettesse in commercio peperoncini piccanti con la scritta "zabaione" sarebbe fuori dal mercato nel giro di pochi mesi. L'antifrode troverebbe gli estremi per un'indagine prima, e per una condanna poi. Inutile sarebbe appellarsi ai discutibili gusti del consumatore o alla crisi del mercato: [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 27 aprile 2018
 

Joe è un veterano di guerra. A casa lo aspetta solo la madre anziana a malata, con cui ha un rapporto di grande affetto e pazienza. In una New York desolata e piena di segreti, Joe fa il mercenario per chi vuole liberarsi di nemici pericolosi ma non ne [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 20 aprile 2018
 

In una New York desolata, Joe è un veterano di guerra che vive con la madre anziana e fa il mercenario per chi vuole liberarsi di nemici pericolosi. Il suo ultimo incarico è quello di sottrarre Nina, la figlia di un politico locale, a un giro di prostituzi [...]

POSTER
venerdì 13 aprile 2018
 

Joe è un ex marine e agente FBI, che vive nella sua casa d'infanzia e si prende cura della madre. La sua vita, però, non è facile perché è tormentata da continui flashback del suo passato violento. Disposto a sacrificarsi pur di salvare delle vite innocenti, [...]

winner
miglior attore
Festival di Cannes
2017
winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2017
Ekaterina Samsonov nella parte di Nina
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