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mercoled 14 novembre 2018

Elio Germano

Il talento di un figlio unico

38 anni, 25 Settembre 1980 (Bilancia), Roma (Italia)
occhiello
Che voi veramente pensate che poi la classe operaia ve segue!
dal film Mio fratello figlio unico (2007) Elio Germano Accio Benassi
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Elio Germano
David di Donatello 2018
Nomination miglior attore non protagonista per il film La tenerezza di Gianni Amelio

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Alaska di Claudio Cupellini

Nastri d'Argento 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

David di Donatello 2011
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Festival di Cannes 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

European Film Awards 2010
Nomination miglior attore europeo per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Nessuna qualit agli eroi di Paolo Franchi

David di Donatello 2007
Premio miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2007
Nomination miglior attore per il film Mio fratello figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore non protagonista per il film Che ne sar di noi di Giovanni Veronesi



Troppa grazia

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.

L'attore racconta con Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher il film Troppa grazia, presentato alla Quinzaine di Cannes e dal 22 novembre al cinema.

Elio Germano: Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne

gioved 8 novembre 2018 - Paola Casella cinemanews

Elio Germano: Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne Troppa grazia un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilit. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast. "Troppa grazia un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti". Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarit, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi compartecipato: la sceneggiatura molto precisa, ma lui pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere pi gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era gi in sceneggiatura. C' una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera pi semplice, e da l siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Terzani rivive in La fine il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.

Ogni casa illuminata

venerd 25 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Ogni casa  illuminata Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di s dice soltanto di esser venuto al mondo in una valigia. A due settimane di vita era gi su una nave che dallAmerica lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso lAsia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva lalzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano. Un padre ingombrante, un mostro sacro del giornalismo, corrispondente dal Vietnam e dalla Cina, che quando Folco era solo unidea voleva chiamarlo Mao. E che prima di morire, spento da un tumore, proprio Folco ha voluto accanto a s per raccontargli come la sua vita fosse cambiata, finalmente illuminata, e per raccogliere le sue memorie in un libro, "La fine il mio inizio", che oggi anche un film in sala dal 1 aprile. A presentarlo a Roma ci sono gli interpreti, Bruno Ganz, Elio Germano e Andrea Osvart, il regista Jo Baier e tutta la famiglia di Tiziano Terzani: la figlia Saskia, biondissima e mite, la moglie Angela, e Folco. Che da suo padre ha ereditato, prima di tutto, linnata capacit di conquistare la scena.

Il nuovo film di Daniele Vicari al Festival del Cinema di Roma.

Il passato una terra straniera, un inusuale thriller di formazione

domenica 26 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Il passato  una terra straniera, un inusuale thriller di formazione Ancora un film di genere per il Festival del Film di Roma ma questa volta insospettabilmente italiano. infatti lo stesso Vicari che ha definito il suo Il passato una terra straniera come film di genere, anche se non crede molto nell'utilit di tale definizione: "I generi ormai si mescolano in maniera inestricabile, le denominazioni thriller psicologico o romanzo di formazione sono definizioni di comodo utili a discutere".
E la discussione c' stata come avviene ogni qualvolta un film italiano tenta di avventurarsi nel territorio del thriller e del poliziesco senza guardare ai modelli americani pi scontati e nemmeno a quelli nostrani.
Con dietro le spalle l'omonimo libro di Gianrico Carofiglio (di cui hanno ammesso tutti stata usata solo una parte) Daniele Vicari ha orchestrato assieme ai suoi sceneggiatori una storia dall'impianto molto simile a quello di un altro suo film Velocit massima: due uomini che collaborano "professionalmente" nel cui rapporto si inseriscono anche i legami personali che stringono con altre persone.

Esce il secondo film di Paolo Franchi: vicende critiche di figli di padri illustri e ingombranti.

Nessuna qualit agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre

gioved 27 marzo 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Nessuna qualit agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre Dopo La spettatrice, storia di una giovane donna che osserva la vita degli altri dietro il vetro di una finestra, Paolo Franchi torna con un'opera nevrotica e dolorosa ma soprattutto con un'idea di cinema accostato alla psicanalisi, probabilmente per quel carattere di sogno collettivo che il cinema spesso possiede o per le dinamiche di proiezione e di identificazione che sollecita. Al centro di Nessuna qualit agli eroi ci sono due padri illustri, ingombranti e (quasi) invisibili, che hanno controllato e condizionato l'esistenza dei propri figli, incapaci di vivere e di crescere se non in un rapporto di dipendenza rabbiosa dal genitore, oggetto di amore e di odio autodistruttivo. Elio Germano interpreta Luca, il figlio disadattato di un usuraio che prende a modello della sua "realizzazione" il broker assicurativo di Bruno Todeschini, figlio integrato di un artista deceduto. In mezzo a loro c' la grazia di Irne Jacob, moglie e "spettatrice" di quel poco che resta da guardare con affetto. La solitudine, l'incomunicabilit, la pesantezza terrena dei corpi e dei desideri, l'afasia dei personaggi che diventa afasia del vivere, sono alcuni dei temi che legano La spettatrice a Nessuna qualit agli eroi, due film che si muovono sotto il segno della follia in quanto infelicit. L'opera non riconciliata di Paolo Franchi dimostra un'infaticabilit artistica, un'inesauribile voglia di capire e l'irrequietezza di porsi nuovi interrogativi.

Dopo le prime esperienze televisive il giovane attore romano ha ingranato la marcia superiore.

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello

marted 26 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello Sfogliando con attenzione il curriculum di Elio Germano si scopre un attore senza esitazioni, che va per la sua strada, convinto che un giorno arriver da qualche parte. A vederlo oggi, dopo i meritatissimi premi come Miglior Attore ai David di Donatello e il Globo d'oro come rivelazione dell'anno per Mio fratello figlio unico, si capisce come anche le parentesi televisive e con i fratelli Vanzina abbiano sortito un effetto. Quello di dire addio agli snobismi, per essere attore a 360, non solo sembrarlo, accettando tutte le sfide. la storia di un ragazzo che, anche dopo la meritata popolarit, sceglie di vivere al Corviale, problematica periferia di Roma, tra gli amici di sempre, all'insegna dell'essere e non del sembrare. Niente baretti o ponti con i lucchetti per Elio. Nella sua storia c' stato Daniele Luchetti, che in Mio fratello figlio unico lo ha affiancato all'astro di Scamarcio. Inutile dire come Elio ne sia uscito assoluto vincitore.
Ora Germano vuole dimostrarci che Il mattino ha l'oro in bocca, accettando la difficile sfida di interpretare un film biografico su un personaggio che non morto ma, anzi, vivo e vegeto e nel pieno del successo professionale, quel Marco Baldini che con "Il giocatore" ha raccontato il suo personalissimo demone del gioco d'azzardo. Chiss Elio come ce lo descriver

Francesco Patierno adatta (liberamente) Il giocatore di Marco Baldini per il grande schermo.

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo

mercoled 20 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo La storia di Marco Baldini - dj e storico socio di Fiorello - la conoscono tutti. Chi non ha letto la sua autobiografia, "Il giocatore (ogni scommessa un debito)", la conosce attraverso i suoi racconti in radio e in tv. Ed proprio sulle registrazioni originali di Baldini e sui racconti di amici e conoscenti che Francesco Patierno ha basato Il mattino ha l'oro in bocca, film liberamente tratto dal libro. "Abbiamo scelto di raccontare la storia di Baldini mantenendo una certa distanza sia per quanto riguarda l'interpretazione degli attori che per la storia prendendoci delle libert" ha spiegato il regista. "Ci siamo ispirati maggiormente alle registrazioni di quando lavorava alla radio fiorentina e quelle di Radio Deejay firmate insieme a Fiorello, e in particolare alle loro storie leggendarie raccontate da chi li conosceva".

gioved 25 ottobre 2018 - Un film stra-ordinario in cui si ride molto. Una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti. Dal 22 novembre al cinema.

Troppa grazia, il poster del film con Alba Rohrwacher

a cura della redazione cinemanews

Troppa grazia, il poster del film con Alba Rohrwacher Lucia una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficolt, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va, ma per paura di perdere l'incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane "profuga". Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all'improvviso, davanti a lei. La "profuga" la fissa e le dice: "Vai dagli uomini e d loro di costruire una chiesa l dove ti sono apparsa..." "La prima volta che mi "apparsa" Lucia stato all'improvviso. L'ho vista passeggiare da sola, in un grande centro commerciale, senza motivo. Ma ho sentito subito un carattere, uno spirito indipendente, un po' "selvatico". Ho pensato che forse viveva in una cittadina di provincia. Forse Lucia aveva passato la sua infanzia su un bellissimo campo". Gianni Zanasi, regista Scritto e diretto da Gianni Zanasi e presentato alla Quinzaine des ralisateurs del Festival di Cannes, Troppa grazia - di cui presentiamo in anteprima il poster ufficiale - sar al cinema da gioved 22 novembre. Nel cast, tra gli altri, troviamo Alba Rohrwacher (Lucia), Elio Germano (Arturo), Giuseppe Battiston (Paolo), Hadas Yaron (La Madonna), Carlotta Natoli (Claudia) e Thomas Trabacchi(Guido).

   

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