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giovedì 24 gennaio 2019

Emily Blunt

Nel regno di Mrs. Blunt

35 anni, 23 Febbraio 1983 (Pesci), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
Ti sei venduta l'anima la prima volta che ti sei messa un paio di Jmmy Choo! Tu non te li meriti, mangi carboidrati cristo santo!
dal film Il diavolo veste Prada (2006) Emily Blunt è Emily
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Emily Blunt
Golden Globes 2019
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Il ritorno di Mary Poppins di Rob Marshall

BAFTA 2017
Nomination miglior attrice per il film La ragazza del treno di Tate Taylor

Golden Globes 2015
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Into the Woods di Rob Marshall

Golden Globes 2013
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Il pescatore di sogni di Lasse Hallström

Golden Globes 2010
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film The Young Victoria di Jean-Marc Vallée

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Il diavolo veste Prada di David Frankel

Golden Globes 2007
Premio miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film Gideon's Daughter di Stephen Poliakoff

Golden Globes 2007
Nomination miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film Gideon's Daughter di Stephen Poliakoff



Joe Johnston "restaura" l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal.

The Wolfman: attenti al lupo

mercoledì 27 gennaio 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

The Wolfman: attenti al lupo L'uomo lupo è l'ultimo dei mostri classici creati dalla Universal, ispirato dalla mitologia e dal folclore. Diversamente da Dracula e da Frankenstein, il licantropo di George Waggner non ha una fonte letteraria nobile ma nasce negli anni Quaranta dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak. Settant'anni e incalcolabili lune piene dopo nella stessa brughiera si scatena una battuta di caccia contro il giovane Lawrence Talbot, straniero in patria e in famiglia, condannato dal Fato e dal morso di un mostro a scoprire le zone buie del suo essere. Diretto da Joe Johnston, The Wolfman "restaura" lupo, orrore e ululato, insistendo sui traumi familiari e sulla trasformazione. Il licantropo gentiluomo, vestito da Milena Canonero e invaghito della dolce moglie del defunto fratello, è interpretato con carattere e un (grande) cuore che batte da Benicio Del Toro, attore dalle infinite forme, seducente e ripugnante dentro la vecchia tradizione gotica conciliata col melodramma. A Roma per presentare il film di cui è interprete e produttore, Del Toro ci racconta come si costruisce un mostro e si affronta la paura di sé. Lo accompagna dentro e fuori dallo schermo la grazia di Emily Blunt, che rivela i suoi esordi al cinema e le sfide del mestiere d'attore.

Tradizione e innovazione
Benicio Del Toro: L'idea, girando The Wolfman, era quella di omaggiare la versione del 1941. La nostra sfida, la mia, quella degli sceneggiatori, dei produttori e del regista, era di riuscire a creare sullo schermo una storia fantastica che fosse allo stesso tempo credibile. Abbiamo per questa ragione affrontato la licantropia come una malattia, come una dipendenza incontrollabile. Ci interessava forse meno trattare il tema della bestia, per noi era più importante rappresentare la furia di un uomo senza controllo. Gli sceneggiatori, prendendo spunto dall'Amleto, hanno inserito la relazione padre-figlio, sviluppandola in maniera conflittuale. Differentemente dalla versione scritta negli anni Quaranta da Curt Siodmak, il mio personaggio smette in un certo senso di essere una vittima passiva, il mio Lawrence Talbot agisce e prova a interpretare il proprio destino. Vuole scoprire chi o che cosa ha provocato la morte del fratello, vuole fermare la brutalità paterna, vuole innamorarsi e si innamora. Padre e figlio sono nel film come due spermatozoi che devono trovare la direzione, nessuno dei due in fondo vincerà ma il mio Talbot andrà molto vicino al trionfo.

Per l'attrice è pronto Il ruolo di Black Widow.

Emily Blunt in Iron Man 2?

venerdì 16 gennaio 2009 - a cura della redazione cinemanews

Emily Blunt in Iron Man 2? Conosciuta dal grande pubblico grazie a Il diavolo veste Prada, (interpretazione che le ha valso un Golden Globe), Emily Blunt è in trattative per Iron Man 2, dove potrebbe interpretare il ruolo di Natasha Romanoff, una spia che nei fumetti è Black Widow, la vedova nera, vestita con un costume attillato. La notizia si è aggiunta ai precedenti rumour che parlano di Mickey Rourke e Sam Rockwell, pronti a interpretare due villain. Le riprese del film inizieranno a primavera.

   

Il ritorno di Mary Poppins

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Rob Marshall. Con Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters.
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Genere Musical, - USA 2018. Uscita 20/12/2018.

Sherlock Gnomes

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di John Stevenson. Con Johnny Depp, Emily Blunt, James McAvoy, Maggie Smith, Michael Caine.
continua»

Genere Animazione, - USA 2018. Uscita 12/04/2018.

A Quiet Place - Un Posto Tranquillo

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Un film di John Krasinski. Con Emily Blunt, John Krasinski, Millicent Simmonds, Noah Jupe, Cade Woodward.
continua»

Genere Horror, - USA 2018. Uscita 05/04/2018.

My Little Pony: Il Film

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Jayson Thiessen. Con Emily Blunt, Lorella Cuccarini, Uzo Aduba, Ashleigh Ball, Kristin Chenoweth.
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Genere Animazione, - USA, Canada 2017. Uscita 06/12/2017.

La ragazza del treno

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Tate Taylor. Con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans.
continua»

Genere Thriller, - USA 2016. Uscita 03/11/2016.
Filmografia di Emily Blunt »

venerdì 21 dicembre 2018 - Più remake che sequel, il film di Marshall dialoga con l'originale e cerca l'attenzione di un pubblico nuovo. Recensione di Marianna Cappi, legge Veronica Bitto.

Il ritorno di Mary Poppins, la video recensione

A cura della redazione cinemanews

Il ritorno di Mary Poppins, la video recensione Londra, negli anni della crisi economica tra le due guerre. Nella casa della famiglia Banks ora vive Michael adulto, e vedovo da un anno, con tre figli a cui badare. Per loro ha rinunciato alla passione per la pittura ed è entrato in banca, come suo padre prima di lui. Ma ora la stessa banca reclama la casa. Il tempo è maturo perché Mary Poppins cali dal cielo aggrappata al suo ombrello e torni ad occuparsi dei piccoli e grandi Banks, in viale dei Ciliegi numero diciassette.
Non si può non riconoscere al film la qualità dell'adattamento e la capacità di inghiottirci in un gioco lungo due ore e dieci, proprio come la vasca da bagno inghiotte tata e bambini per renderli protagonisti della prima fantasia sottomarina.
È il gioco del remake, a ritrovare il già noto e a misurare la novità: ecco allora nuove canzoni al posto delle vecchie e in sottofondo il ritorno di un tema musicale che fu di un personaggio praticamente perfetto sotto ogni aspetto, anche quello di Emily Blunt, fedele nello spirito e coraggiosa nell'impossibile sfida.In occasione dell'uscita al cinema de Il ritorno di Mary Poppins, Veronica Bitto interpreta la recensione di Marianna Cappi.

   

giovedì 20 dicembre 2018 - In occasione dell'uscita del sequel con Emily Blunt, disponibile ora su TIMVISION il film che ha appassionato intere generazioni.

Mary Poppins, un film senza eguali nella storia del cinema

Pino Farinotti cinemanews

Mary Poppins, un film senza eguali nella storia del cinema Pamela Travers Lyndon (1899-1996) scrittrice australiana senza grandi ambizioni, non avrebbe mai immaginato, scrivendo "Mary Poppins" nel 1934, per dare un po' di serenità alle sorelle depresse, che sarebbe diventata un'eroina dello spettacolo e della formazione. Certo con un alleato formidabile, tale Walt Disney, che nel 1963 si mise in testa di fare un film su quel libro e dovette letteralmente rincorre, assediare l'originale signora che non voleva saperne di concedere la sua opera a una disciplina come il cinema, che considerava minore. Il corteggiamento di Disney è raccontato nel film Saving Mr. Banks diretto da John Lee Hancock nel 2013, con Emma Thompson e Tom Hanks. Disney dichiarò sempre che mai aveva così fortemente voluto un progetto come quello e che mai aveva fatto tanta fatica a ottenerlo. La storia insegna che c'era una ragione per questa insistenza, perché Mary Poppins divenne un fenomeno, un unicum, perché non esiste in tutta la storia del cinema un'opera che contenga tanti valori, fondamentali, efficaci, di formazione, con un altro valore, il più forte, la trasversalità: Mary Poppins funziona per tutti, figli genitori e nonni.

Per ottenere qualcosa del genere occorreva mettere in campo le funzioni dello spettacolo al più alto livello: la storia, gli attori, il racconto, la musica, e quel quanto indefinibile che hanno certe opere. Mary Poppins aveva tutto. Supercalifragilistichespiralidoso è un sortilegio che tutti ci portiamo dietro da quel 1964, inserito nella memoria e nel recondito, qualcosa di buono e garante.

Mary Poppins (Julie Andrews) arriva come governate, siamo nel 1910, dai Banks, famiglia esemplare londinese, che poi così esemplare non sarebbe, se la magica Mary non dovesse intervenire su ciascuno dei componenti, che sono Jane e Michael, due bambini troppo vivaci, la signora Banks, vivace e attiva, suffragetta della prima ora, il signor Banks, il modello di padre perfetto ma senza fantasia.

A Mary si accompagna Bert, lo spazzacamino artista che racconta e canta e disegnando figure col gesso. C'è Mr Davers, banchiere tetragono e autoritario, capace solo di intendere le sterline. Alla fine, grazie a Mary, giocherà con gli aquiloni. Mary Poppins è eterne. Un ulteriore elemento di eternità gli deriverà dal suo "ritorno", con Emily Blunt, la nuova Mary.

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