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sabato 17 novembre 2018

Jesper Christensen

Il veterano danese

70 anni, 16 Maggio 1948 (Toro), Copenhagen (Danimarca)
Biografia Filmografia Critica Premi Articoli e news Trailer Dvd CD Frasi celebri
occhiello
"Lei ignora una cosa sulla nostra organizzazione signor Bond....siamo dappertutto"
dal film Quantum of Solace (2008) Jesper Christensen Il signor White
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Jesper Christensen

Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, Von Trier Show

mercoled 18 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Melancholia,  Von Trier Show Forse questo film una schifezza. O forse no. Comunque abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?. Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalit complessa (autovenerativa, dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se lanno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti che hanno applaudito solo per gentilezza disse dopo aver sghignazzato tutto il tempo, questanno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgrd, vinti dalla personalit dellistrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si pu certo arginare.


LARS VON TRIER

Perch un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perch questo titolo, Melancholia?
Perch una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film molto presente. Lidea di Melancholia venuta da l, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Per a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si pu?

Come sar il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di pi. Ne vuole sempre di pi. Vuole un vero film hardcore, far del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo gi al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durer 4 ore. Sar un film a capitoli, posso gi rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, pu raccontare come ha lavorato sulla luce?
Lunico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia stato quello di non fare lerrore tipico dei registi di mezza et, che ingaggiano donne sempre pi giovani e sempre pi nude. Lho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato pi noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina qualcosa di molto importante, ma la luce in generale importante, perch il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perch per me come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato pi leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare cos terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perch ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non cos: sappiamo che James Bond rimarr vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dallinizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. Lunica cosa che posso dire che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando arrivata Susanne Bier ho perso tutta lallegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars lunico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa pi interessante del mio personaggio che mentre il mondo sta per finire, lei diventa pi forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist stata unesperienza molto diversa. Non ho limpressione che ci affidi ruoli particolarmente da donna: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato alloscuro di tutto. Devo dire che mi piaciuto.

Com stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimit, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C totale libert sulla scena.

Spectre - 007

* * * - -
(mymonetro: 3,16)
Un film di Sam Mendes. Con Daniel Craig, La Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris.
continua»

Genere Spionaggio, - USA 2015. Uscita 05/11/2015.

Il debito

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,62)
Un film di John Madden. Con Sam Worthington, Ciarn Hinds, Helen Mirren, Tom Wilkinson, Marton Csokas.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2010. Uscita 16/09/2011.

Quantum of Solace

* * * - -
(mymonetro: 3,14)
Un film di Marc Forster. Con Daniel Craig, Olga Kurylenko, Mathieu Amalric, Judi Dench, Giancarlo Giannini.
continua»

Genere Azione, - USA, Gran Bretagna 2008. Uscita 07/11/2008.

Gli innocenti

* * * - -
(mymonetro: 3,05)
Un film di Per Fly. Con Jesper Christensen, Pernilla August, Charlotte Fich, Beate Bille, Vibeke Hastrup.
continua»

Genere Drammatico, - Danimarca 2005. Uscita 13/04/2007.

Casino Royale

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,56)
Un film di Martin Campbell. Con Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Judi Dench, Jeffrey Wright.
continua»

Genere Azione, - USA, Gran Bretagna, Germania, Repubblica ceca 2006. Uscita 05/01/2007.
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domenica 4 novembre 2018 - Giunge alla conclusione la 31 edizione del Festival di Tokyo. Tutti i premi.

Tokyo Film Festival sempre pi autonomo e innamorato del cinema italiano

Emanuele Sacchi cinemanews

Tokyo Film Festival sempre pi autonomo e innamorato del cinema italiano Si concluso sabato 3 novembre il Tokyo International Film Festival, sui passi tonitruanti di Godzilla nella sua ultima incarnazione "cosmica", l'anime Godzilla: The Planet Eater. Un'edizione, la 31esima, che ha attirato un pubblico di circa 62.000 unit e un totale di 155.000 persone contando i vari eventi associati alla manifestazione. Una crescita anche rispetto all'anno precedente, che testimonia come il TIFF si stia svincolando dal ruolo di veicolo del cinema occidentale in Estremo Oriente per incarnare un ruolo di manifestazione guida per il cinema asiatico, in alternativa e in parte in competizione con il festival coreano che si tiene a Busan. Per l'Italia stata un'edizione speciale, visto che la giuria presieduta dal regista filippino Brillante Mendoza ha conferito ben due premi a Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, quelli per la migliore regia e migliore attrice (Pina Turco). Abbiamo scritto pi volte in questi giorni sul significato di questo film e sull'importanza del suo successo globale, tanto a Roma, dove si aggiudicato il premio del pubblico, che a Tokyo, dove ha entusiasmato i giurati. Il pubblico di Tokyo ha invece preferito Another World di Junji Sakamoto, toccante ritratto di amicizia e rimpianti in una cittadina di provincia. Sorprendente l'attribuzione del primo premio, il Tokyo Grand Prix del valore di 50 mila dollari: se lo aggiudica Amanda di Mikhal Hers, film francese transitato a Venezia nella sezione Orizzonti, che ha anche vinto il premio per la migliore sceneggiatura. il racconto dell'elaborazione di un lutto improvviso e inatteso, che colpisce in maniera devastante il fratello e la figlia piccola rimasta orfana, trasformando irreversibilmente le loro vite in una Parigi squassata dal dolore in seguito agli attacchi dei terroristi. Un mlo semplice e intenso, attento a non scegliere mai soluzioni eccessive. Protagonista il Vincent Lacoste gi apprezzato in Plaire, aimer et courir vite di Christophe Honor, in competizione quest'anno a Cannes, che per cede il passo a Jesper Christensen per il premio come miglior attore. Christensen, gi visto in Casino Royale, interpreta un anziano fattore rimasto vedovo in Before the Frost (For Frosten), uno spigoloso studio della vita agraria nella Danimarca rurale con il testardo protagonista insidiato da una coppia di ricchi e minacciosi possidenti svedesi. Una visione cruda e pessimista, guidata da una camera a mano che segue da vicino ogni mossa del personaggio di Christensen. Il film si aggiudica anche il Premio speciale della giuria, in sostanza il secondo premio per importanza dopo il Tokyo Grand Prix. Il cinema asiatico si consola con le sezioni dedicate in maniera esclusiva al continente, quali Asian Future, dove ha vinto come miglior film A First Farewell dell'esordiente Lina Wang e come Spirit of Asia Award il cinese Wushu Orphan di Huang Huang. La sezione tutta nipponica Japanese Cinema Splash ha invece visto primeggiare Katsumi Nojiri con il suo Lying To Mom. Chiss quale di questi titoli vedremo al prossimo Far East Film Festival di Udine. Intanto, sul sipario che cala, ancora un pensiero al caloroso apprezzamento ricevuto dal cinema italiano all'altro capo del mondo.

   

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