Dizionari del cinema
Quotidiani (1)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
giovedì 24 gennaio 2019

Valerio Mastandrea

Il Quarto Re di Roma

46 anni, 14 Febbraio 1972 (Acquario), Roma (Italia)
occhiello
Perché io non voglio dimenticare? Non la voglio una vita nuova, l'unica cosa che voglio io... è tornare con te.
dal film Un giorno perfetto (2008) Valerio Mastandrea è Antonio
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Valerio Mastandrea
David di Donatello 2018
Nomination miglior attore per il film The Place di Paolo Genovese

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore per il film The Place di Paolo Genovese

David di Donatello 2017
Nomination miglior attore per il film Fai bei sogni di Marco Bellocchio

David di Donatello 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi

David di Donatello 2017
Premio miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi

Nastri d'Argento 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi

David di Donatello 2016
Nomination miglior attore per il film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore non protagonista per il film Viva la libertà di Roberto Andò

David di Donatello 2013
Nomination miglior attore per il film Gli equilibristi di Ivano De Matteo

Nastri d'Argento 2013
Nomination miglior attore per il film Gli equilibristi di Ivano De Matteo

David di Donatello 2013
Premio miglior attore per il film Gli equilibristi di Ivano De Matteo

David di Donatello 2013
Premio miglior attore non protagonista per il film Viva la libertà di Roberto Andò

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

David di Donatello 2010
Nomination miglior attore per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

David di Donatello 2010
Premio miglior attore per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La prima cosa bella di Paolo Virzì

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film Good Morning Aman di Claudio Noce

David di Donatello 2009
Nomination miglior attore per il film Non pensarci di Gianni Zanasi

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Non pensarci di Gianni Zanasi



Domani è un altro Giorno

Un film di Simone Spada. Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini
Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 21/03/2019.

Presentato a Roma il nuovo film di Paolo Virzì tra gli applausi della stampa.

La prima cosa bella: amori di mamma

martedì 12 gennaio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

La prima cosa bella: amori di mamma Tutto ha inizio nel 1971, quando Anna viene incoronata a sorpresa "la mamma più bella" dell'estate nello stabilimento balneare più popolare di Livorno. Nel corso del tempo e dell'ultimo film di Paolo Virzì, La prima cosa bella , farà in tempo a diventare anche la mamma più impegnativa, almeno per i figli Bruno (Mastandrea) e Valeria (Pandolfi). Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli si dividono il ruolo di Anna Nigiotti Michelucci, il personaggio che il regista e gli sceneggiatori, Francesco Bruni e Francesco Piccolo, hanno rubato alla vita di provincia per portarlo sullo schermo. Ma il cinema, questo bel ruolo femminile lo aveva già nelle corde, nell'Adriana di Io la conoscevo bene (1965), che rimane da sempre dentro la Sandrelli, e nella mamma frivolamente disperata che la Ramazzotti aveva già interpretato nel penultimo lavoro di Virzì. Musiche del fratello Carlo, costumi insuperabili del premio Oscar Gabriella Pescucci.

La prima cosa bella è evidentemente un film meno interessato al sociale del precedente e più intimo e commovente. Si tratta di un racconto autobiografico?
Virzì: Dentro il film c'è un desiderio di far pace con la vita, ma ce ne siamo accorti strada facendo, quasi guardando il film finito. Volevamo raccontare qualcosa a cui volere molto bene. Ma non si può parlare di autobiografia; io non sono Bruno, anche se ho cercato di imbruttire Mastandrea e di accentuarne la pelata, e Stefania (Sandrelli) e Micaela (Ramazzotti) non sono la mia mamma. È un romanzo che incrocia la vita, ci si mescola.

L'incontro di un ex-pugile depresso e di un ragazzo somalo nella Roma dell'immigrazione.

Good Morning Aman: La rabbia giovane

martedì 10 novembre 2009 - Edoardo Becattini cinemanews

Good Morning Aman: La rabbia giovane Forse qualcosa si sta finalmente muovendo anche nel cinema italiano. Forse anche nella nostra cinematografia stiamo cominciando a guardarci attorno e a scoprire il carattere multiculturale della moderna società attraverso un'ottica che non sia né quella della paura e della xenofobia, né quella di un certo umanesimo peloso e didascalico. Lo sguardo su questa Italia inedita, così comune ma anche così sconosciuta, è quello di giovani autori interessati soprattutto ai giovani immigrati di seconda generazione (quindi al futuro della società dell'immigrazione, più che alle polemiche del presente) e frequentatori anche delle pratiche del documentario, come Francesco Munzi, Claudio Giovannesi, Federico Bondi, Marco Simon Puccioni.
A questi, si aggiunge oggi anche Claudio Noce, regista di videoclip e documentari attento ai fermenti sotterranei della metropoli romana, con il primo lungometraggio: Good Morning Aman. Partendo dai ragazzi conosciuti in giro per la capitale e nel quartiere d'immigrazione per eccellenza del centro di Roma, l'Esquilino, Claudio Noce riprende alcuni temi già affrontati nei suoi primi cortometraggi come la rabbia e le aspirazioni giovanili e lo sfruttamento lavorativo, per costruire la storia di un incontro d'identità prima che di razze, di rabbia prima che di amicizia, fra un ragazzo somalo, ribelle e sognatore, in cerca di un posto nel mondo e un uomo completamente avulso dalla società per propria scelta.
Per realizzare un tale connubio di anime forti e deboli, Noce si serve di uno stile visivo non convenzionale e di due ottime presenze: la giovane scoperta Said Sabrie e Valerio Mastandrea, per l'occasione diventato anche co-produttore.

A cinque anni da La vita che vorrei esce il nuovo film di Giuseppe Piccioni, storia d'amore "fuori dal mondo".

Giulia non esce la sera: poetiche del disagio

martedì 24 febbraio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Giulia non esce la sera: poetiche del disagio Ci è mancato Giuseppe Piccioni. Ci è mancato il suo cinema sommesso e sempre discreto. Ci sono mancate le sue scenografie credibili, la sua fotografia coerente alla storia e il suo coraggio di mettere in scena uomini e donne che hanno qualche "mancanza", che non posseggono l'efficienza media richiesta oggi dal mondo e dal mercato. Ci sono mancati, ancora, i suoi personaggi fuori dal mondo e col cuore al verde. Dopo cinque anni e una libreria "spettacolare" (e sempre operativa) nel cuore di Roma, Piccioni torna a raccontarci di un uomo e di una donna "condannati" alla vita. Giulia è un'istruttrice di nuoto in libertà vigilata e compromessa col mondo, Guido uno scrittore con una debole vocazione che cerca un coinvolgimento col mondo. Si incontreranno ai bordi di una piscina, lui per imparare a nuotare, lei per non andare a fondo. A Roma, regista e interpreti si raccontano, rivelando un "altrove" a cui aspirare, qualcosa di migliore del mondo e del cinema così com'è.

Il regista Ozpetek e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore

domenica 31 agosto 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Un giorno perfetto: nove personaggi in 24 ore La storia, durissima, è quella di un uomo che non vuol rassegnarsi all'idea di aver perso la famiglia. Non accetta la separazione dalla donna che ha amato e dalla quale ha avuto due figli. Trascorre le giornate nell'ossessiva ricerca di un contatto, seppure breve, con ciò che rappresenta il suo passato il cui distacco lo ha gettato nello sconforto più totale. Una storia dolorosa con un epilogo altrettanto duro che arriva come un pugno allo stomaco. Una di quelle tematiche di cui purtroppo spesso ci informa la cronaca, che sbatte in prima pagina storie di delitti familiari e che, per quanto portata sul grande schermo da uno dei registi più amati degli ultimi anni, non ha convinto la stampa che lo ha accolto con applausi tiepidi e giudizi tutt'altro che positivi. Tratto dal romanzo della scrittrice Melania Mazzucco, che a Ferzan Ozpetek ha riconosciuto, oltre alla sua magnifica capacità di esplorare il mondo femminile anche quella di essere riuscito perfettamente a rovesciare i generi, Un giorno perfetto è nato da un incontro con il produttore Domenico Procacci successivo alla lettura del libro da parte del regista. "Ho sentito paura e, insieme, una grande attrazione nei confronti della storia. Ero abituato a fare cose mie, non legate a un racconto già esistente. Quando mi sono messo a scrivere la sceneggiatura con Sandro Petraglia ho cercato sin da subito di identificare gli attori giusti perché volevo mettere insieme un cast perfetto".

Romano al 100% e per questo pieno di sfumature e delicati incroci di umanità.

5x1: Valerio Mastandrea, sempre presente

martedì 1 aprile 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Valerio Mastandrea, sempre presente Valerio Mastandrea è un'icona alquanto peculiare nel panorama del cinema italiano. Sebbene possa essere inserito nella ritrattistica più comune della romanità – coatto, un po' volgare, anche un pizzico menefreghista e nichilista, tipico di un popolo che in duemila anni di storia ha visto passare consoli, imperatori, papi e dittatori – è difficile inserirlo esclusivamente in questa categoria. Mastandrea porta con sé geni sani di umanità che è difficile disconoscergli, un disincanto malinconico tipico di una generazione di sognatori tradita dai propri sogni. È per questo motivo, per questo suo appartenere senza ombre ad una età di dubbi che ti fa sognare i milioni della tv e poi ti relega a guidare un autobus, che Valerio Mastandrea interpreta perfettamente il suo e il nostro tempo. Così, ci regala ogni volta interpretazioni apparentemente in tono minore, ma assolutamente maiuscole per l'intensità e la sincerità con cui le pone al pubblico. Da ricordare l'autista dell'ATAC di Notturno Bus, il sindacalista di Tutta la vita davanti, il chitarrista in crisi esistenziale di Non pensarci. Per tutte queste doti e la sua poliedricità, lo incontriamo spesso al cinema, "ricercato" interprete per commedie e drammi, film in costume e d'azione. Con Non pensarci ha aggiunto un altro tassello alla sua galleria di personaggi: Stefano, chitarrista trentacinquenne che scopre i drammi della sua famiglia solo apparentemente perfetta. Intanto lo attendiamo alla prova con Ozpetek in Un giorno perfetto.

Dopo otto anni Gianni Zanasi torna al cinema con una brillante commedia drammatica.

Non pensarci: ritratto di una "normale" famiglia di italiani

lunedì 31 marzo 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Non pensarci: ritratto di una Ci sono voluti otto anni a Gianni Zanasi per tornare alla regia di un lungometraggio dopo A domani, presentato in concorso a Venezia nel 1999. Un'assenza dovuta alla difficile condizione che vive il cinema del nostro paese da ormai troppo tempo, come ha spiegato lo stesso regista nella conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Roma. "Sono stati anni non semplici. Si era creata una situazione produttiva complicata che non favoriva chi aveva progetti anomali, fuori linea. Era difficile in determinate condizioni, per chi come me non ha amicizie, riuscire a lavorare. Questo è un meccanismo che impoverisce il cinema. Guardando all'estero, penso a uno come Lukas Moodysson che ha inanellato grossi successi europei, film come Together - Insieme e Lilja 4-ever realizzati con budget bassissimi. Ma io sono uno ottimista e credo che questa tendenza tutta italiana stia cambiando".

Il nuovo film di Paolo Virzì racconta l'Italia del precariato.

Tutta la vita davanti, con un sorriso

mercoledì 1 agosto 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Tutta la vita davanti, con un sorriso La ventiquattrenne Marta (Isabella Ragonese) si è laureata in filosofia, con tanto di lode e abbraccio accademico, ma fatica a trovare lavoro. Dopo le prime risposte negative si trova costretta ad accettare un posto come telefonista presso il call-center della Multiple, l'azienda diretta da Claudio (Massimo Ghini) che vende robottini da cucina a domicilio. Claudia scopre presto che per essere buoni venditori bisogna curare il sorriso e agire d'astuzia. La responsabile delle telefoniste, Daniela (Sabrina Ferilli) si accorge subito delle potenzialità della ragazza e la incita a migliorare. Gli slogan dell'azienda (Coccolare il cliente, Coraggio e autostima, L'orgoglio di essere persone speciali) sembrano dimenticare che quei posti di lavoro non offrono speranza per il futuro, ma sono precari. A interessarsi alla situazione è Giorgio (Valerio Mastandrea), un sindacalista della Nidil-Cgil che spera di ottenere qualche informazione sul modus operandi della Multiple. Scritto da Francesco Bruni e Paolo Virzì, Tutta la vita davanti è una commedia all'italiana che posa lo sguardo ora sulle vite private dei dipendenti, ora sulla situazione (precaria) dell'Italia di oggi. Siamo stati sul set e ci siamo fatti dare qualche anticipazione sul film che uscirà nel febbraio 2008.

Moschettieri del Re - La penultima missione

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,74)
Un film di Giovanni Veronesi. Con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini, Rocco Papaleo, Margherita Buy.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 27/12/2018.

Euforia

* * * - -
(mymonetro: 3,22)
Un film di Valeria Golino. Con Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, Andrea Germani.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 25/10/2018.

Tito e gli alieni

* * * - -
(mymonetro: 3,05)
Un film di Paola Randi. Con Valerio Mastandrea, Clémence Poésy, Luca Esposito (II), Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 07/06/2018.

The Place

* * - - -
(mymonetro: 2,24)
Un film di Paolo Genovese. Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 09/11/2017.

Fai bei sogni

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Marco Bellocchio. Con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero.
continua»

Genere Drammatico, - Italia, Francia 2016. Uscita 10/11/2016.
Filmografia di Valerio Mastandrea »

mercoledì 2 gennaio 2019 - L'attrice interpreta in Tito e gli alieni una simpatica e originale wedding planner, innamorata del Professore. Ora su TIMVISION.

Tra alieni e matrimoni: Clémence Poésy è Stella

Fabio Secchi Frau cinemanews

Tra alieni e matrimoni: Clémence Poésy è Stella L'attrice e modella francese Clémence Poésy non è nuova ai film per bambini. Dopo aver interpretato la strega Fleur Delacour, bellissima campionessa per l'Accademia di Magia Beauxbatons nella Coppa Tremaghi all'interno della saga di Harry Potter, approda infatti a un altro film per l'infanzia, tra l'altro italiano, con Tito e gli alieni di Paola Randi. Qui, la Poésy (un cognome che sembra quasi una garanzia di leggerezza e grazia) interpreta Stella, una simpatica wedding planner che organizza matrimoni a tema extraterrestre in una zona non lontana dalla segretissima Area 51, nel deserto del Nevada. Stella, però, ha un debole per il Professore (interpretato dal nostro Valerio Mastandrea), un apatico scienziato rimasto vedovo che proprio in America sta lavorando a un progetto ufologico del Governo Americano. Entrata a far parte della sua vita come amica e sua autista, riuscirà finalmente a rompere il muro di solitudine che l'uomo ha creato intorno a se stesso quando, da Napoli, arriveranno i due nipotini del professore, Tito e Anita (gli esordienti Luca Esposito e Chiara Stella Riccio), rimasti orfani di entrambi i genitori.

L'attrice offre un'interpretazione gentile, ma molto coraggiosa, muovendosi in questo piccolo titolo fantastico con la stessa disinvoltura e l'estremo equilibrio che abbiamo imparato a conoscere a partire da Harry Potter e il Calice di Fuoco. È quasi comico vederla conversare in un misto di inglese e spagnolo con i due bambini, mentre questi le rispondono in uno strettissimo napoletano. E non si può certo trattenere un sorriso quando la si guarda durante la celebrazione di un matrimonio, con una parrucca argentata in testa (che sembra farla uscire dalla vecchia serie tv britannica Anni Settanta UFO), mentre fissa teneramente il nostro Mastandrea con la testa dentro l'oblò di una lavatrice, così da impersonare uno strano cyborg.

La versatilità della Poésy, insomma, si fa sentire tutta. Non potrebbe essere altrimenti visto come questa delicata presenza cinematografica riesce a passare da produzioni drammatiche inglesi come In Bruges - La coscienza dell'assassino di Martin McDonagh e accanto a Colin Farrell a horror europei come Heartless, approdando poi a film da Oscar come 127 ore del grande Danny Boyle e scivolando romanticamente in un malinconico Mister Morgan.
?

   

mercoledì 2 gennaio 2019 - L'attore interpreta un misterioso e malinconico scienziato in Tito e gli alieni, ora su TIMVISION.

Dalla Garbatella all'Area 51: Valerio Mastandrea è il Professore

Fabio Secchi Frau cinemanews

Dalla Garbatella all'Area 51: Valerio Mastandrea è il Professore Il ragazzo della Garbatella, stavolta, incontra gli extraterrestri. Il pluripremiato Valerio Mastandrea è, infatti, il protagonista della fiaba fantascientifica Tito e gli alieni, un'escursione in territori ufologici alla cui guida si è posta la regista milanese Paola Randi (Into Paradiso, 2010). L'attore e produttore romano, nuovissimo e per sua stessa ammissione poco innamorato di questo talvolta angosciante genere cinematografico (che rimane comunque una landa difficilmente battuta dal nostro cinema), sfrutta il suo impareggiabile tocco recitativo per dare corpo a un personaggio che, nonostante tutto, non è molto lontano da quelli precedentemente interpretati. Il caratteristico broncio "alla Mastandrea", reso celebre dai relativamente recenti film La prima cosa bella (2010) di Paolo Virzì, Gli equilibristi (2012) e Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione) (2016) di Paolo Genovese, è servito per ritrarre il Professore, uno scienziato rimasto prematuramente vedovo che è stancamente impegnato in un progetto di ricerca segretissimo sui segnali provenienti dallo Spazio. Sarà l'arrivo dei suoi due veraci nipotini napoletani, Anita e Tito, figli di suo fratello e di lui rimasti orfani, a rompere la sua noiosa e pigra routine, trascorsa per lo più su un divano in mezzo al deserto del Nevada. L'incontro ravvicinato tra questi due lutti, che sembrano non volersi elaborare, porta il solitario e anchisolato dalla tristezza Professore ad accorgersi dell'affetto che ancora può provare e, chissà, forse anche dell'amore che potrebbe nutrire per Stella (Clémence Poésy) stralunata organizzatrice di matrimoni a tema alieno.

Con indolente ironia e alternato cinismo, uno scombussolato Mastandrea sdrammatizza la morte e supera l'affranta depressione che segue la perdita di chi si ama giocando con il folklore ufologico ai margini della proibita Area 51. O perchè no, anche rompendosi le tibie (come ha raccontato lui) mentre balla un valzer con il robot Linda!

Grazie a questa interpretazione, il volto lanciato dal "Maurizio Costanzo Show" nella metà degli Anni Novanta e che dimostrò di essere all'altezza di un mestiere così difficile a suon di altissime performance come quelle in Viva la libertà, Romanzo di una strage e Fiore, aggiunge ai suoi premi anche quello come miglior attore al Bif&est, il Bari International Film Festival.

   

mercoledì 2 gennaio 2019 - Tra Napoli e il Nevada, Valerio Mastandrea è un professore all'ascolto del rumore dello spazio. In prima visione su TIMVISION.

Tito e gli alieni, un film tenero sul valore della comprensione

Alessandro Buttitta cinemanews

Tito e gli alieni, un film tenero sul valore della comprensione Il Nevada e Napoli sono più vicini di quanto si pensi. A legare questi due luoghi, che si trasfigurano in luoghi dell'animo in cui perdersi e ritrovarsi, è Tito e gli alieni, da oggi disponibile in prima visione nel catalogo di TIMVISION. In questo film delizioso, diretto con tenerezza da Paola Randi e interpretato con altrettanta delicatezza da Valerio Mastandrea, si restituisce l'autenticità dei sentimenti e dell'ascolto in un mondo che va sempre troppo veloce. Da quando la moglie è morta, il non meglio specificato Professore ha deciso di lasciare il mondo civilizzato per andare nel deserto del Nevada in prossimità dell'Area 51, da molti considerata la casa terrestre degli alieni. Passa il suo tempo ad ascoltare il rumore dello Spazio alla ricerca della voce della donna che ha sempre amato. Uomo schivo e riservato, dialoga soltanto con Stella, una strampalata wedding planner che sfrutta come può le leggende del posto.

La vita del professore viene sconvolta dalla notizia di un altro lutto. Il fratello sta morendo e gli affida i suoi due figli. La più grande, la sedicenne Anita, è entusiasta di arrivare negli Stati Uniti per conoscere la cultura americana e Lady Gaga. Il più piccolo, Tito, ha sette anni, la battuta sempre pronta e molta curiosità in corpo. Tuttavia, quando si ritrovano in mezzo al nulla, per giunta con uno zio che sembra avere qualche rotella fuori posto, dovranno rivedere le loro aspettative.

L'arrivo dei nipoti ha delle ripercussioni nella vita placida del professore. Per lui, abituato al silenzio, si tratta di una rivoluzione copernicana. Tra bizzarri modi di connettersi ai morti e incredibili sistemi per comunicare con gli extraterrestri, la nuova famiglia impara però a comprendere il valore e il significato di quella che noi chiamiamo inconsapevolmente vita.

Il film, presentato tra gli applausi al Torino Film Festival, scivola via lieve con trovate originali e un'inedita chiave di lettura delle nostre esistenze. È inoltre valorizzata dalle atmosfere sospese e dalle ottime interpretazioni degli attori. Se Valerio Mastandrea si conferma uno degli artisti più validi del panorama italiano, una grande rivelazione sono i giovanissimi Luca Esposito e Chiara Stella Riccio. Completano il cast Gianfelice Imparato, volto caro ai migliori registi del cinema nostrano, e Clémence Poésy, attrice francese che ha avuto ruoli significativi in Harry Potter e il calice di fuoco e In Bruges.

sabato 29 dicembre 2018 - Nell'opera di Veronesi il riferimento alla vecchiaia diventa una metafora sulla commedia di un tempo che prova a risorgere dal ritiro in cui si trova. Ora al cinema.

Moschettieri del Re, una fiaba che rispolvera la brillantezza di Dumas

Roy Menarini cinemanews

Moschettieri del Re, una fiaba che rispolvera la brillantezza di Dumas Non deve stupire che Moschettieri del re lavori sulla dimensione ironica del testo di Dumas, visto che il ciclo dello scrittore francese si è sempre prestato sia allo stile brillante delle trasposizioni sia a simpatiche parodie. Del resto i tre romanzi che danno vita alla saga dei Moschettieri, pienamente inscritti nella letteratura popolare di metà Ottocento, sono anche un esempio di proto-industria culturale, dove il romanzo a puntate ci costringe a retrodatare tante forme di serialità contemporanea - un'esigenza, quella della narrazione a episodi, che ha ormai una storia molto lunga. Ecco dunque che, al pari di altri capolavori letterari (sebbene Dumas abbia dovuto attendere parecchio per una legittimazione critica e artistica), anche I tre moschettieri resiste bene a qualsiasi satira, e anzi la comprende volontariamente nel testo di partenza. In Italia, poi, siamo ancora più abituati e non solo per la più volte citata eredità della commedia all'italiana in costume (L'armata Brancaleone in primis), ma anche per una nostra specifica natura culturale di presa per i fondelli dell'autorità intellettuale. Basti ricordare che proprio "I quattro moschettieri" (sottolineando il numero originale comprensivo di D'Artagnan) era il titolo di una fortunatissima e storica trasmissione radiofonica che andò in onda nel lontano 1934 - allora c'era la EIAR, e non la successiva RAI. Il programma rappresentò il primo successo di massa della radio in Italia. Gli autori, Angelo Nizza e Riccardo Morbelli, crearono una riedizione del romanzo in chiave comica, con riferimenti all'attualità e un gusto sarcastico buono anche per il pubblico delle famiglie, che in effetti risposero entusiasticamente.

venerdì 21 dicembre 2018 - Su MYmovies.it una clip inedita del film che rilegge con ironia i personaggi leggendari di Dumas. Dal 27 dicembre al cinema.

Moschettieri del Re: «ecco perché ci chiamiamo così e non spadaceri»

a cura della redazione cinemanews

Moschettieri del Re: «ecco perché ci chiamiamo così e non spadaceri» D'Artagnan, Porthos, Athos, Aramis. Oggi sono un allevatore di bestiame con un improbabile accento francese, un castellano lussurioso, un frate indebitato e un locandiere ubriacone, che per amor patrio saranno di nuovo moschettieri. Cinici, disillusi e sempre abilissimi con spade e moschetti, saranno richiamati all'avventura dalla Regina Anna per salvare la Francia dalle trame ordite a corte dal perfido Cardinale Mazzarino con la sua cospiratrice Milady. Affiancati nelle loro gesta dall'inscalfibile Servo muto e da un'esuberante Ancella, i quattro - in sella a destrieri più o meno fedeli - combatteranno per la libertà dei perseguitati Ugonotti e per la salvezza del giovanissimo, parruccato e dissoluto Luigi XIV. Muovendosi al confine tra realtà e fantasia, i nostri si spingeranno fino a Suppergiù, provando a portare a termine un'altra incredibile missione. Difficile dire se sarà l'ultima o la penultima. "I moschettieri sono innanzitutto personaggi realmente esistiti, per cui non ci si inventa nulla, ma mi piaceva raccontarli in modo diverso. In realtà non erano questi spadaccini che si pensa, ma erano famosi per un altro motivo: perché erano dei tiratori scelti. Erano dei James Bond dell'epoca" Giovanni Veronesi, regista Diretto da Giovanni Veronesi, Moschettieri del Re - di cui presentiamo in anteprima una clip inedita - sarà al cinema da giovedì 27 dicembre, distribuito da Vision. Nel cast, tra gli altri, troviamo Pierfrancesco Favino (D'Artagnan), Valerio Mastandrea (Porthos), Rocco Papaleo (Athos), Sergio Rubini (Aramis), Margherita Buy (la regina Anna), Alessandro Haber (Mazzarino), Giulia Bevilacqua (Milady), Lele Vannoli (il servo) e Matilde Gioli (l'ancella).

   

Altre news e collegamenti a Valerio Mastandrea »
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri film » Altri film » Altri film » Altri film »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2019 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità  


Onepunch-Man 70 | Un Si Grand So... saison 1 épisode 13 | Goosebumps 2: Haunted Halloween