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lunedì 18 febbraio 2019

Christian Bale

Dall'Impero del Sole a quello della Notte

Nome: Christian Charles Philip Bale
45 anni, 30 Gennaio 1974 (Acquario), Haverfordwest (Gran Bretagna)
occhiello
"Chiunque può essere un eroe, anche un uomo che ha fatto qualcosa di così semplice e rassicurante come mettere un cappotto sulle spalle di un ragazzo giovane, per fargli sapere che il mondo non era finito."
dal film Il cavaliere oscuro - Il ritorno (2012) Christian Bale è Bruce Wayne
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Christian Bale
Golden Globes 2019
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

Golden Globes 2019
Premio miglior attore in un film brillante per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

BAFTA 2019
Nomination miglior attore per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

Premio Oscar 2019
Nomination miglior attore per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

Critics Choice Award 2019
Nomination miglior attore per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

Critics Choice Award 2019
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Vice - L'Uomo nell'Ombra di Adam McKay

Golden Globes 2016
Nomination miglior attore in un film brillante per il film La grande scommessa di Adam McKay

BAFTA 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film La grande scommessa di Adam McKay

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore non protagonista per il film La grande scommessa di Adam McKay

BAFTA 2014
Nomination miglior attore per il film American Hustle - L'apparenza inganna di David O. Russell

Golden Globes 2014
Nomination miglior attore in un film brillante per il film American Hustle - L'apparenza inganna di David O. Russell

Premio Oscar 2014
Nomination miglior attore per il film American Hustle - L'apparenza inganna di David O. Russell

Golden Globes 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Fighter di David O. Russell

Golden Globes 2011
Premio miglior attore non protagonista per il film The Fighter di David O. Russell

Premio Oscar 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Fighter di David O. Russell

BAFTA 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film The Fighter di David O. Russell

Premio Oscar 2011
Premio miglior attore non protagonista per il film The Fighter di David O. Russell



Esce in sala The Fighter e rilancia la boxe al cinema.

Fratelli sul ring

lunedì 28 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi cinemanews

Fratelli sul ring Rocco e i suoi fratelli
Ispirato alla vita privata e sportiva di Micky Ward, pugile americano di origine irlandese, The Fighter ripropone nel quadrato e sullo schermo il paradigma passione e resurrezione, recuperando alla memoria un pugno di grandi film sulla boxe. Micky Ward e il suo fratellastro Dicky Eklund, interpretati credibilmente da Mark Wahlberg e Christian Bale, proseguono idealmente le storie violente, problematiche e resistenti dei Rocco e i Rocky, cenerentole che hanno affollato la boxe cinematografica trovando la favola dell’integrazione americana o il sacrificio per l’onore. Il film di David O. Russell non rinnova certo il genere e limita a ricalcare l’intreccio narrativo del pugile di modeste condizioni sociali sprofondato nella periferia, dove conduce una vita squallida e sogna l’occasione della sua vita, il colorato protagonismo degli avversari, la sottovalutazione del bravo ragazzo, la fidanzata che capisce tutto e diventa ideale rifugio del campione, l’allenatore che capisce più della fidanzata, crede nelle buone qualità del suo pugile e custodisce la soluzione per la vittoria. Nondimeno, a fronte di consumati espedienti retorici e di nutriti stereotipi, The Fighter trova due attori combattenti che picchiano duro e incassano come si deve, fagocitando da campioni il film, infilandosi i guantoni, acquistando il gesto tecnico, respirando il pathos della sfida e il senso tutto della boxe. Se Robert De Niro era ingrassato secondo leggenda di trenta chili per diventare il “toro del Bronx” nel bianco e nero di Martin Scorsese, Christian Bale ne perde almeno quindici per interpretare il fratello fatto di crack e sconfitta di Wahlberg. Il suo Dicky, prossimo al Simone viscontiano di Renato Salvatori, è un ‘povero cristo’ che la vita ha picchiato duro e che fatica a rialzarsi. Il riscatto per Dicky sarà dolce ma indiretto perché realizzato sul ring dal fratello, campione dei pesi leggeri nell’America degli anni zero. Dicky è un loser irriducibile ed esibizionista, il perdente antipatico a tutti e per cui nessuno ha mai scritto il lieto fine.

Micky e suo fratello
La storia di Micky è al contrario a lieto fine e diretta come i sui diretti. Fratello minore e buono di Dicky, non ha mai commesso un furto ne è mai stato una notte in riformatorio. Micky è un pugile di potenza e aggressività che si fa notare senza clamore da un manager tassinaro dall’occhio lungo. Diversamente dal fratello, Micky incanala la carica di violenza e la indirizza verso un esito costruttivo, al progressivo aumento delle dimensioni del suo nome sui cartelloni e suoi titoli dei giornali. Al bostoniano Mark Wahlberg, nato nel quartiere irlandese di Dorchester, bagnato dal Mystic River e battuto dalla letteratura di Dennis Lehane, spetta il ruolo del “bravo ragazzo”. Lui che ha una fisicità da “dritto” che ha resistito ad un’adolescenza di eccessi e violenza, lui che ha un corpo-luogo di fascino infernale, sprofondato nella piaga delle proprie personali ambiguità, proprio a lui David O. Russell affida il destino di Micky, pugile professionista, vessato dalla madre e da troppe sorelle. Se il film del regista newyorkese fallisce l’occasione di indagine sociologica, la presenza dell’attore di origine irlandese come il suo (reale) protagonista garantisce alla sua performance grande autenticità. Ex bad-boy condannato al carcere e alla disfatta, Wahlberg ha neutralizzato il ribelle e impiegato il successo come affermazione d’identità. La sua abilità grezza e poco educata, gli errori e le debolezze in cui è incappato nel corso della vita ne fanno l’interprete ideale di combattente positivo, mettendo a tacere per il momento chi lo vuole troppo spesso armato ragazzaccio in action. Il talento naturale, tutto istinto e spontaneità, di Wahlberg, atleticamente proporzionato e bello, fa il magnifico paio con quello irrequieto e strafottente di Bale, trattenuto a stento tra sei corde. L’arroganza disperata del suo Dicky tornito dallo sfinimento si accorda con la solidità pacificata di Micky, producendo sul ring una coppia inedita e memorabile, capace, questa sì, di scardinare una tradizione di pugili ‘disincarnati’.

Anne Hathaway e James Franco animano e "svecchiano" l'ottantatreesima Notte degli Oscar.

Oscar, trionfa Il discorso del re

lunedì 28 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Oscar, trionfa Il discorso del re Ha avuto inizio nella Parigi di Inception l'83sima notte degli Oscar, con un montaggio a effetti speciali che ha visto gli ospiti della serata Anne Hathaway e James Franco entrare e uscire dalle scene madri dei film nominati. Subito dopo Tom Hanks ha aperto la premiazione annunciando i vincitori nelle categorie art direction e fotografia (andati rispettivamente ad Alice in Wonderland e Inception), ma il primo momento emozionante è stato quando Melissa Leo, introdotta da un Kirk Douglas in vena di scherzi, è salita sul palco a ritirare il premio come miglior attrice non protagonista per The Fighter.Così, per il secondo anno consecutivo, ha vinto un'interprete femminile che ha portato sul grande schermo la figura di una madre padrona. Quanto all'attore non protagonista, finalmente Christian Bale è riuscito a ottenere la sua prima candidatura all'Oscar per The Fighter e a impugnare la prestigiosa statuetta d'oro. A svecchiare ulteriormente l'edizione numero ottantatré della notte degli Oscar è stata la vittoria di Trent Reznor (e Atticus Ross) per la miglior colonna sonora originale realizzata per The Social Network. “Tutto questo sta accadendo realmente”., Ha iniziato così il discorso di ringraziamento il leader dei Nine Inch Nails che per l'occasione ha indossato il suo abito migliore. D'altronde, secondo l'Internazionale, l'oroscopo di Trent diceva: “Le prossime settimane saranno un ottimo momento per essere più audace nell’esprimere la tua bellezza e fare in modo che le persone a cui tieni la vedano in tutto il suo splendore”. Invece Randy Newman si è portato a casa il premio per la miglior canzone originale, “We Belong Together,” scritta per Toy Story 3.

Nomi, cose, città, attrici e attori
Danimarca batte Messico 1 a 0 nel momento in cui Susanne Bier viene chiamata a ritirare il premio come miglior film straniero per In un mondo migliore. Sebbene facessimo il tifo per Biutiful di Alejandro González Iñárritu, siamo felici e fieri del fatto che abbia vinto una donna. E se l'anno scorso una donna vinceva per la prima volta l'Oscar come miglior regista, è sempre lei, la stessa Kathryn Bigelow, a premiare Tom Hooper nella categoria miglior regia per la direzione di Il discorso del re. Poco dopo, è Jeff Bridges ad annunciare le cinque candidate come migliori attrici, e a premiare la visibilmente imbarazzata e commossa Natalie Portman, magnifica ballerina dalla doppia personalità in Il cigno nero, per la quale facevamo tutti il tifo. La signora in rosso Sandra Bullock ha invece avuto l'onore di presentare i candidati nella categoria miglior attore protagonista che ha visto premiare Colin Firth, il reale balbuziente di Il discorso del re. Infine, a chiudere una notte leggera, divertente ed emozionante è stato il re di Hollywood Steven Spielberg, chiamato a tenere banco per annunciare il miglior film dell'anno: Il discorso del re. Forse l'unica scelta vecchia di un premio che a ottantatré anni è sempre più giovane.

Il bravo attore gallese è legato a filo doppio a Batman.

5x1: Christian Bale, l'uomo pipistrello

martedì 22 luglio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Christian Bale, l'uomo pipistrello È uno degli attori più quotati della sua generazione. La carriera di Christian Bale è iniziata da enfant prodige quando stupì il mondo nei panni del 13enne Jim Graham nell'adattamento cinematografico del romanzo parzialmente autobiografico di J.G. Ballard L'Impero del Sole: quel bambino spaurito e abbandonato spezzò il cuore al mondo. Dopo qualche anno di oblio, ritroviamo Bale nei panni dello psicopatico serial killer più spietato della storia della letteratura, quel Patrick Bateman che ha reso ricco lo scrittore Bret Easton Ellis e regalato agli annali American Psycho. La qualità interpretativa di Bale è così intensa da imporgli scelte di confine, personaggi che si muovono lungo un crinale oscuro, tra perdizione e salvazione.
Così, la maschera – in tutti i sensi – che più ha caratterizzato fino ad oggi la carriera di Bale è quella di Batman, l'uomo pipistrello. Con Il cavaliere oscuro ritrova il regista che meglio di altri ha saputo sfruttarlo al meglio ed intuirne le doti: è il terzo incontro con Christopher Nolan dopo Batman begins e The Prestige.

Vice - L'Uomo nell'Ombra

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,49)
Un film di Adam McKay. Con Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Tyler Perry.
continua»

Genere Biografico, - USA, Gran Bretagna, Spagna, Emirati Arabi Uniti 2018. Uscita 03/01/2019.

Hostiles - Ostili

* * * - -
(mymonetro: 3,13)
Un film di Scott Cooper. Con Christian Bale, Rosamund Pike, Wes Studi, Adam Beach, Rory Cochrane.
continua»

Genere Avventura, - USA 2017. Uscita 22/03/2018.

Knight of Cups

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Terrence Malick. Con Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Brian Dennehy, Antonio Banderas.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2013. Uscita 09/11/2016.

La grande scommessa

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,64)
Un film di Adam McKay. Con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2015. Uscita 07/01/2016.

Exodus - Dei e Re

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,57)
Un film di Ridley Scott. Con Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn.
continua»

Genere Azione, - Gran Bretagna, USA, Spagna 2015. Uscita 15/01/2015.
Filmografia di Christian Bale »

domenica 17 febbraio 2019 - Un palmarès eccellente: Orso d'oro a Synonymes e il trionfo italiano de La paranza dei bambini.

Berlinale 2019, il festival guarda al futuro e incorona nuovi artisti

Tommaso Tocci cinemanews

Berlinale 2019, il festival guarda al futuro e incorona nuovi artisti Alle ONG che salvano vite nel Mediterraneo è dedicato da Saviano il premio per la miglior sceneggiatura a La paranza dei bambini (guarda la video recensione), rimettendo in circolo nella capitale tedesca quei valori che nel 2016 videro premiato (con l'Orso d'Oro) Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Tre anni dopo, la Berlinale si avvia alla conclusione di un percorso già programmato da tempo, tra qualche acciacco strutturale e una serie di vincitori tra i più meritevoli degli ultimi anni.
È stata una Berlino stranamente assolata a dare un caloroso arrivederci al festival cittadino, facendo rimpiangere l'assenza di occhiali da sole in valigia. Chissà, forse un'anticipazione climatica di una delle novità del prossimo anno, che vedrà l'evento spostato in avanti di un paio di settimane per occupare uno slot post-Oscar che arriverà fino a inizio Marzo.

Il cambiamento più grande, però, sarà l'avvento di una coppia di nuovi direttori e di conseguenza la fine del regno del leggendario Dieter Kosslick, occhialini e sciarpa rossa saldamente al timone dal 2001: ha salutato la sua Berlino nel modo che gli è più consono, dando giocosamente spettacolo tra i cartelli "Danke Dieter" e il regalo finale di un orsacchiotto gigante con cui ballare sul palco. L'abbraccio per le telecamere all'italiano Carlo Chatrian è il sigillo dell'organizzazione ferrea della Berlinale, che ha avuto solo quattro direttori dalla sua nascita e a lunghe leadership fa seguire transizioni efficienti e ben pianificate. Chatrian, in uscita da Locarno, avrà ora il compito di pilotare la kermesse tedesca verso il nuovo decennio insieme a Mariette Rissenbeeksi.
Nel frattempo, l'edizione 2019 si è chiusa con un palmarès eccellente, che la giuria presieduta da Juliette Binoche ha saputo ritagliare da un programma risicato dando rilievo ai film più coraggiosi e radicali. Sia l'Orso d'Oro che il premio per la Miglior Regia - rispettivamente Synonymes e I Was at Home, But - si sono distinti per un cinema aggressivo, dissonante, che non a caso ha ricevuto critiche anche dure; ma si tratta senza dubbio delle due opere più vive viste in concorso, per mano di due registi già noti al circuito festivaliero ma in attesa della consacrazione. Con la sua energia tattile e sferzante, il regista Nadav Lapid (dedica toccante alla madre Era Lapid, sua montatrice abituale scomparsa proprio durante il montaggio del film) ha messo insieme una corposa riflessione sulla natura del suo paese d'origine, Israele, e una satira sottile dell'essenza parigina. La voragine aperta a forza tra questi due mondi è merito di una performance demolitrice di Tom Mercier, volto e corpo nuovo che in Synonymes ha creato un personaggio folgorante.

Così come folgorante in senso opposto è la prova di Maren Eggert in I Was at Home, But, che ha visto premiata con la miglior regia Angela Schanelec (prima donna tedesca a riceverla). Scavando nel familiare laddove Mercier corre verso l'ignoto, Eggert mette in mostra una vulnerabilità simile in un film angolare, che tratta in modo complesso una vicenda semplice di elaborazione del lutto.

martedì 22 gennaio 2019 - 7 candidature per Black Panther, seguito da BlackKklansman di Spike Lee. Il 24 febbraio la cerimonia di premiazione.

Oscar 2019, incetta di nominations per La favorita e Roma

a cura della redazione cinemanews

Oscar 2019, incetta di nominations per La favorita e Roma Dal Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills sono state annunciate le nomination della 91ª edizione della cerimonia degli Oscar. Roma (guarda la video recensione) di Alfonso Cuarón, dopo aver conquistato il Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, continua la sua corsa e fa incetta di nominations, compresa la candidatura come Miglior Film. Stesso destino per La favorita (guarda la video recensione) che ottiene 10 candidature. In corsa con numerose candidature anche i film Vice (guarda la video recensione), BlackKklansman (guarda la video recensione), Green Book (guarda la video recensione) e A Star is Born (guarda la video recensione). Nella categoria Miglior Film Straniero è stato nominato Un affare di famiglia (guarda la video recensione) del regista giapponese Kore'eda Hirokazu, già premiato con la Palma d'oro a Cannes, oltre a Roma (guarda la video recensione), Opera senza autore (guarda la video recensione), Cafarnao e Cold War (guarda la video recensione). Il prossimo appuntamento con gli Oscar è la cerimonia di premiazione, in programma il prossimo 24 febbraio ad Hollywood, al Dolby Theatre. A condurre la serata era stato chiamato il comico statunitense Kevin Hart che ha poi rinunciato in seguito ad alcuni tweet omofobi postati sul suo account.

lunedì 7 gennaio 2019 - Green Book è il film più premiato. Tra gli attori vincono Rami Malek e Christian Bale, e tra le attrici Glenn Close e Olivia Colman. Roma di Cuarón è il miglior film straniero e miglior regia.

Golden Globe 2019, doppio premio a Bohemian Rhapsody

Andrea Fornasiero cinemanews

Golden Globe 2019, doppio premio a Bohemian Rhapsody Numerosi i vincitori di una serata prevedibilmente dedicata alla rappresentazione delle minoranze. Su tutti trionfa Netflix, che ottiene quattro premi e mezzo (Bodyguard è una serie BBC che Netflix distribuisce in esclusiva fuori dal Regno Unito) e sfonda in categorie dove non si era mai avventurata: miglior serie comedy, miglior film straniero e miglior regia, grazie a The Kominsky Method di Chuck Lorre e soprattutto a Roma (guarda la video recensione) di Alfonso Cuarón. Tra i film quello con più premi è però stato Green Book di Peter Farrelly: miglior commedia, miglior non protagonista per Mahershala Ali e miglior sceneggiatura, firmata, tra gli altri, dal figlio reale del personaggio interpretato da Viggo Mortensen, che non ha vinto niente probabilmente per scontare un'uscita infelice di qualche mese fa, in cui gli è scappata "la parola che inizia per N". Possono ritenersi soddisfatti anche Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione), che vince il premio più prestigioso, quello del miglior film drammatico, oltre a quello a Rami Malek come miglior protagonista in un dramma, e Spider-Man - Un nuovo universo (guarda la video recensione) che conquista il primo premio importante per la Sony Animations e a questo punto è un credibile candidato per sconfiggere la Disney agli Oscar. Si devono invece accontentare di un solo riconoscimento: La favorita con Olivia Colman miglior attrice in una commedia; Vice - L'uomo nell'ombra (guarda la video recensione) con Christian Bale, miglior attore in una commedia; A Star is Born (guarda la video recensione) per la miglior canzone, "Shallow", di Lady Gaga; Se la strada potesse parlare per Regina King migliore attrice non protagonista; First Man - Il primo uomo (guarda la video recensione) per la miglior colonna sonora firmata da Justin Hurwitz, già vincitore per La La Land (guarda la video recensione), e The Wife con Glenn Close miglior attrice drammatica, al suo primo Globe per un film dopo numerose nomination (e due vittorie per la serie Damages). A bocca asciutta invece BlackKklansman (guarda la video recensione) di Spike Lee, Black Panther (guarda la video recensione) di Ryan Coogler, Crazy & Rich e Il ritorno di Mary Poppins (guarda la video recensione): solo quattro titoli, che dimostrano come i premi siano stati spalmati su numerosi film senza assi pigliatutto.

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März 2012 | 劇場版「進撃の巨人」後編~自由の翼~ (2015) | Register / Login